Beato Giovanni Duns Scoto

Sac. francescano minore
– Scozia 1265/6 + Colonia 8 novembre1308

Giovanni Duns Scoto conosciuto anche come
Doctor Subtilis, è stato un filosofo
e teologo scozzese.
Entrò quindicenne nell’Ordine dei Minori.
Amava lo studio considerandolo come preghiera.
La notte del Natale 1281, quando Giovanni si
preparava alla professione religiosa, avvenne l’episodio
dell’apparizione del Bambino Gesù tra le sue braccia.
Nutriva amore profondo verso la Vergine Madre.
Insegnò filosofia e teologia nelle scuole di Canterbury,
Oxford, Parigi e Colonia.
L’intensa attività mina la sua salute e Giovanni muore
all’età di 43 anni.
È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 20 marzo
1993, che lo ha definito “cantore del Verbo incarnato e difensore
dell’Immacolato concepimento di Maria”.
Le sue spoglie mortali son venerate nella chiesa dei
Frati Minori a Colonia.

Dal seno della mamma succhi il latte.
Negli occhi c’è dipinto tutto il verde
dei folti boschi e dei ridenti prati.
Oh! Tu contempli già l’Immacolata.

Sarai cantor del Verbo Incarnato
nel seno di Maria Immacolata.
Francesco l’ha già scelta con quel titolo
qual patrona dell’Ordine Serafico.

Fanciullo tu guidavi il mite gregge
nei rigogliosi pascoli di Scozia.
I monasteri subito cercasti.
Melrose e Dryburg t’aprono le porte.

Poi giungono i figli di Francesco.
Il Padre Elia, tuo zio, garantì.
Per questo entrasti appena quindicenne
nella gloriosa schiera francescana.

Filosofia, mistica e preghiera,
digiuno, penitenza e sacri studi:
diventi la colonna del sapere
di cui si vanta l’Ordine e la Chiesa.

Tu godi le visioni del Bambino
e della Madre sua Maria Santissima.
Gesù Bambino appar fra le tue braccia
nel mentre ti prepari a professare.

A venticinque anni sacerdote.
Contempli fra le mani il Sacramento.
Con la struggente brama lo ricevi,
con tanta commozione lo dispensi.

A Parigi la cattedra t’aspetta.
La fedeltà ti costa poi l’esilio.
Cessata la bufera nella Chiesa,
riprendi il tuo brillante insegnamento.

Or mentre nella chiesa predicavi,
di santo ardore acceso mente e cuore,
tu rimanesti in estasi rapito
fra lo stupore e gioia dei fedeli.

Raccolta è tutta l’Università.
C’è l’Accademia intera ad ascoltare.
Tu parli di Maria Immacolata.
Lì scoppia il grande applauso. Il Ciel sorride.

Otto novembre milletrecentootto,
Giovanni Duns, lo Scoto, vola in Cielo.
I confratelli in lacrime l’assistono;
pregando lo presentano al Signore.

Lì a Colonia sulla pietra è scritto:
“Scotia me genuit. Anglia me suscèpit.
Gallia me docuit. Colonia me tenet”.
Qui dormi; canta in Ciel Gesù e Maria.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuoso, vol. III, pp 176-177-178