Eccomi dalla terra

“Ecco, io vengo, o Dio,
per fare la tua volontà” (cfr Eb 10,7).
L’autore sacro ha raccolto questa voce
ascoltando il soffio dello Spirito Santo.
Nel momento in cui il Figlio
attua la volontà del Padre,
lo Spirito Santo coopera alla stessa volontà.
In quell’istante la Vergine Maria,
definita dall’Arcangelo “piena di grazia”,
pronuncia il suo “eccomi”,
donando il suo volere al Padre,
il suo cuore allo Spirito,
il suo seno al Figlio.
Così per mezzo di lei
noi vediamo il Figlio;
e per mezzo del Figlio
vediamo il Padre;
e amiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito.
All’ “eccomi” di Maria, Sposa dello Spirito,
pronunciato nella solitudine di Nazareth
si unisce l’ “eccomi” della Chiesa,
– che così diviene sposa –
nella solennità del Cenacolo.
Qui si conclude l’ “eccomi”
dei giusti della vecchia Alleanza,
profezia del popolo della nuova Alleanza.
Con i profeti Dio diede la notizia.
Con Mosè diede la legge.
Con Gesù diede la salvezza.
Il cielo ha spalancato le sue porte;
la terra ha germogliato Gesù.
Il fiume della grazia santificante
fa germogliare una valanga di “eccomi”.
È l’esercito dei santi,
che glorifica il nome di Dio
e compie la volontà di Dio sulla terra,
come si compie nel Cielo.
Con l’ “eccomi” del Cielo
Dio rientra nell’umanità;
con l’ “eccomi” della terra
l’umanità rientra nel Cielo.

P. G. Alimonti, I Colori del Vespro, vol.2 , pp. 118-119