Il mio dono

T’adoro, Padre mio,
Signore, mio Dio.
Io nulla posso darti
di là del mio amarti.

Nell’oggi e nel domani
son vuote le mie mani.
Io posso offrirti il Figlio,
eterno tuo giglio.

Io mi presento a te.
In mano ho il mio Re.
È questo il mio dono.
Per lui il tuo perdono.

L’hai dato Tu a me
ed io l’offro a te.
Vedendo il tuo sorriso,
mi sento in paradiso.

Sei Padre di bontà;
sei tutta carità.
Oh, quanto t’è costato,
averlo a noi donato!

La sua Mamma almeno
l’accolse nel suo seno;
gli diede latte e amore,
lo strinse al suo cuore.

Con le mani leggiadre
l’offriva a te, suo Padre.
Diceva: “Io t’adoro,
è questo il mio tesoro!”

Il vecchio Simeone
le mise il magone.
Ridisse il suo sì
col Figlio che morì.

Mi strugge questa scena,
mi strazia questa pena.
Or per le mie mani
consegna lei i Pani.

Al posto dell’amore
ti offro il mio dolore.
Io spero, mio Gesù,
d’amarti sempre più.

Nell’anima mia brulla,
Gesù, non trovi nulla.
Me stesso t’ho offerto,
ma sono un deserto.

È Cristo il dono mio,
accettalo, o Dio.
Ti prega dalla croce,
ascolta la sua voce.

P. G. Alimonti OFM cap, “La via del sale”, Il mappamondo, pp 191-192