Innanzi al presepe

Il presepio è il regalo di Dio agli uomini; la croce è il regalo degli uomini a Dio.
In Gesù che nasce e in Gesù che muore è la salvezza dell’umanità.
Padre Pio dice che non occorre di più per sciogliere la durezza del cuore degli uomini, spingerli a lasciare il peccato e convincerli ad amare Dio.
Egli scrive: “Il celeste Bambino soffre e vagisce nel presepe per rendere a noi amabile, meritoria e ricercata la sofferenza: egli manca di tutto, affinché noi apprendiamo da lui la rinunzia dei beni e degli agi terreni.
Egli si compiace di umili e poveri adoratori per invogliarci ad amare la povertà e preferire la compagnia dei piccoli e dei semplici a quella dei grandi del mondo.
Questo celeste Bambino, tutta mansuetudine e dolcezza, vuole infondere nei nostri cuori col suo esempio
queste virtù sublimi, affinché nel mondo dilaniato e sconvolto sorga un’era di pace e di amore.
Egli fin dalla nascita ci addita la nostra missione, che è quella di disprezzare ciò che il mondo ama e cerca.
Oh! prostriamoci innanzi al presepe e con il grande San Girolamo, il santo infiammato di amore a Gesù
Bambino, offriamogli tutto il nostro cuore senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti, che giungono a noi dalla grotta di Betlemme” (Meditazione: Il Natale di Gesù).
Queste parole di Padre Pio mi fanno tornare in mente l’Incantato.
“A Napoli, tra le molte statuine del presepio, se ne
trova una curiosa. Rappresenta un uomo con le mani vuote, le braccia aperte e il viso che esprime meraviglia.
La chiamano “l’Incantato”.
La leggenda racconta che un giorno le statuine del presepio se la presero con l’Incantato, perché non portava nessun dono a Gesù: “Non ti vergogni? Vieni a Gesù e non gli porti niente?!”.
L’Incantato non rispondeva: rimaneva tutto assorto nel guardare il Bambino Gesù. Poiché i rimproveri continuavano, Maria prese le sue difese e disse: “Sembra che “Incantato” venga a mani vuote da Gesù e invece porta la cosa più bella: il suo stupore!
Egli è incantato dinanzi all’umiltà di Dio”.
E concluse: “Il mondo sarà buono fin quando ci saranno persone, come “l’Incantato”, capaci di meravigliarsi dinanzi al Signore che, per amor nostro, si fa uomo come noi per salvarci e renderci figli di Dio”.
Papa Francesco dice: “Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’amore.
Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nel tuo cuore.
L’albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, la gioia e la generosità.
Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace, di giustizia e di amore.
La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei i Re Magi quando dài il meglio che hai a chi non ha.
La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te. Il regalo di Natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace. Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale, perché assomigliano a Gesù!” (Natale 2014).
Ci sono i Santi della “Passione di Gesù”, ma Gesù Bambino è la Passione di tutti i Santi.
San Francesco a Greccio lo stringe vivo tra le braccia. Santa Teresa di Lisieux inizia il volo verso il paradiso facendo suo ideale il nome del Bambino Gesù.
San Girolamo fece della grotta di Betlemme la propria casa. Andò e restò lì per sempre.
Sant’Alfonso si struggeva componendo inni al Bimbo “Quanno nascette Ninno”.
Restiamo davanti al presepio con la bella schiera degli Angeli e dei Santi.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 115-116-117