L’Epistolario

È fondamentale per conoscere Padre Pio il suo messaggio,
la sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Nelle lettere c’è tutta la sua intelligenza, la sua volontà,
il suo spirito sacerdotale, il suo cuore di santo, la sua
offerta di vittima, la sua sapienza corroborata dallo Spirito
Santo, e noi abbiamo la possibilità di verificare i suoi carismi.
È tutto Padre Pio raccontato da Padre Pio.
È un dono provvidenziale.
Senza l’Epistolario dovremmo mendicare da questo
o quel teologo, da questo o quel testimone, da un libro
all’altro.
È la prima fonte garantita da lui stesso dopo la conoscenza
diretta della sua persona, con la differenza che
nel rapporto esperienziale personale qualcosa può sfuggire,
mentre nella fonte epistolare si ha davanti la sua anima
fotografata dal suo scritto.
Padre Pio, parlando di sé, non finge, non nasconde,
non è superficiale, non teme giudizi, non si autocompiange,
non ferma la penna a metà strada.
Egli ha due fonti: la Scrittura e lo Spirito Santo.
Nelle lettere, anche quelle che scrive alle figlie spirituali,
consegna senza riserva il suo cuore di padre, di fratello,
di amico.
Nel suo scritto affiora di continuo e con assoluta
spontaneità e proprietà tutta la Sacra Scrittura, Vecchio e
Nuovo Testamento.
Le citazioni sono come fiori colti in un giardino,
splendido di colori, ricco di profumi, incantato di poesia,
innamorato di divinità.
La sua cultura biblica così piena e profonda non è
mai piegata a scopo decorativo, divulgativo nel senso scolastico.
Egli non monta in cattedra.
Non appare colui che parla perché sa, ma è sullo
stesso piano di chi ascolta e ti mette nelle mani ciò che
prende dal cuore e ti fa partecipe di ciò che Dio dona a lui.
Ogni interlocutore o destinatario dei suoi scritti si
può considerare un privilegiato.
Nelle sue promesse egli impegna senza riserva la
sua persona, la sua carica di paternità, la sua volontà di
mediatore, la sua capacità di consolatore, il suo patrimonio
di carismi.
Il discorso è mirato, pressante e mai generico.
L’ispirazione trapela ad ogni passo.
A prima vista le lettere, i ragionamenti, i consigli potrebbero
apparire offerta che si esaurisce nelle mani dell’interlocutore.
Al contrario, chiunque ha un po’ di esperienza
nella direzione spirituale delle anime, immediatamente e
immancabilmente trova utile ed efficace trasferire ed applicare
tanto amore e tanta sapienza a qualunque anima si
presenta al ministro della misericordia, in cerca di luce e di
perdono, in cerca di pace, di amore, di grazia.
Ho notato che i recensori dei vari volumi dell’Epistolario
hanno sottolineato questo particolare pregio delle
lettere del Padre.
Padre Pio non è solo un grande mistico che apre l’anima
a chi di dovere, cioè ai Direttori spirituali o ai propri
Superiori, ma è un generoso tesoriere dei doni dello Spirito
che offre, come mazzi di fiori celesti, alla tribolazione,
al bisogno, alla fame, alla sete, allo smarrimento, al
conforto delle anime per costruire una vita nuova, come
una nuova reggia dove possa abitare Dio, sposo unico e
supremo dell’anima.
Questo indipendentemente dalle differenze sociali,
dal ruolo familiare e perfino dall’essere un uomo o una
donna, il proprio destinatario.
Il Padre piazza i colpi di scalpello nel centro dell’anima,
dove ragioni umane non arrivano ad intorbidire o
inquinare la verità e l’opera dello Spirito Santo.
Egli finisce per trapiantare nel centro dell’essere rinato
dal battesimo, la brama e il primato assoluto e indiscutibile
di Dio.
Dio deve sulla terra abitare in noi come in cielo noi
abiteremo in Lui. Padre Pio non è geloso dei segreti della
verità, ma li trasmette col calore di un padre e con la chiarezza
di un angelo. Sicuro e infallibile, quando incontra
resistenza sa anche attendere. Alla fine l’anima si arrende,
si lascia plasmare fino a divenire come era nel progetto di
Dio e a Padre Pio ben noto.
Le vie di comunicazione e di accesso erano molteplici:
profezia, sapienza, tenacia, pazienza, finezza, potenza
d’amore.
Vivente Padre Pio, i suoi figli più docili e più generosi
spesso venivano ritenuti folli, presuntuosi o santi.
Furono quelli travolti più degli altri dalle bufere che
si abbatterono sul Padre e la sua Opera.
Io, il più indegno dei suoi figli, provo dolore per le
mie resistenze alla grazia di Dio e all’azione amorevole di
Padre Pio, quella di ieri e di oggi.
Bacerei ogni mattone dove il Padre ha poggiato i
suoi piedi piagati e sanguinanti.
Continuamente rendo grazie alla pietà divina che mi
ha messo sulla strada di un Padre e maestro così santo. Mi
auguro che tanti sacerdoti, guide di anime, attingano in
abbondanza alla fonte dell’Epistolario. Spero che qualche
esperto si dedichi a stendere un commento completo ed
esauriente dei volumi dell’Epistolario di cui finora abbiamo
un’ottima introduzione. La lettura di quelle pagine mi
offre sempre nuova verità come quando leggo la Parola di
Dio. È sempre gustoso, come il pane fresco.
Padre Pio il “Santo” ormai è messo in luce nelle
testimonianze, nei processi apostolici, nelle parole degli
stessi pontefici e nella dichiarazione della Chiesa che ha
decretato l’onore degli altari.
Padre Pio maestro è pane appetibile e digeribile dai
più.
Padre Pio mistico è ancora in minima parte esplorato.
Forse è ancora troppo vicina la nebbia opaca e ignava
dei detrattori e dei persecutori, inghiottiti peraltro dalla
terra prima del giorno di gloria del Santo.
Vengano al più presto specialisti capaci di addentrarsi
nelle stanze di questo castello immenso e misterioso,
il mondo interiore di Padre Pio dove la mano di Dio ha
liberamente operato.
Oggi e sempre sarebbe preziosa luce.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 11-12-13-14