Lui non l’hanno visto

LUI NON L’HANNO VISTO (Lc 24, 24)

Parlano i due protagonisti di Emmaus.
– Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro …
ma lui non l’hanno visto – (Lc 24, 24).
Sono tristi perché avevano sperato
ed ora si sentono non ingannati
ma dolorosamente delusi.
Sono tristi perché credevano
in lui e i capi l’hanno ucciso.
Sapevano che Gesù Nazareno
è stato un uomo giusto
potente in parole e in opere
ed ora sembra finito nel nulla.
Sapevano tutto ed erano tristi perchè l’amavano.
Era un bene sincero ed onesto
ma che poggiava su un vuoto di fede.
E pertanto meritano un severo rimprovero:
– Sciocchi e tardi di cuore
nel credere alla parola dei profeti! – (Lc 24, 25).
Dopo il rimprovero la spiegazione.
Ricominciò a spiegare da capo.
La sapienza e la pazienza vanno insieme
come le due gambe d’una stessa persona.
E finalmente la consolazione!
Insistono nell’invito a fermarsi.
Sono attenti ad ogni gesto di Gesù,
come prima sono stati attenti
ad ogni parola che diceva.
Ecco il momento del dono:
“Quando fu a tavola con loro,
prese il pane, disse la benedizione
lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono i loro occhi!” (cfr Lc 24, 30-31).
Troppo tardi per vedere
l’umanità del Signore Gesù.
In tempo però
per vedere la sua divinità.
… Avevano detto a Gesù:
– ignoto compagno di viaggio –
– Lui non l’hanno visto –.
Ora possono raccontare
che essi l’hanno visto in persona
lungo la via e in casa,
ed ora lo vedono
nell’immensa luce della Risurrezione.

P. G. Alimonti OFM cap, I colori del vespro, vol 2, pp 156-157