Novena alla Madonna di Pompei

PADRE PIO E LA NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI ( Dal 29/09 al 06/10)

Nel 1879, il beato Bartolo Longo (1841-1926), grave­mente malato, decise di scrivere «come ultimo lavo­ro, una novena alla prodigiosa Vergine del Rosario di Pompei per impetrare le grazie nei casi piú disperati».

Ecco come lo stesso autore ci descrive la ge­nesi di quel gioiello di preghiera. «Quasi ogni giorno, benché affranto dalla ostinata febbre ti­foidea, che mi consuma­va fatalmente, me ne an­davo nella cadente chie­setta parrocchiale ove era esposta la venerata im­magine e in quel luogo, solitario, in quell’ora di silenzio, ad alta voce ri­leggevo una delle cinque parti che avevo compiu­to e dinanzi al quadro fa­cevo le mie correzioni. E quando, nel rileggere, mi sentivo mosso il cuore ed aprirsi una vena di lacri­me, che giungevano a ba­gnare lo scritto, allora io credevo che la cosa po­tesse andare».

La prima grazia otte­nuta da quella novena fu per il compositore, che riacquistò completa sa­lute.

Padre Pio fu devotissimo della Madonna di Pompei ed ebbe una particolare predilezione per la novena com­posta dal beato Bartolo Longo. All’inizio del suo Diario, scritto nei mesi di luglio-ago­sto 1929, c’è un elenco di devozioni particolari,  il Padre praticava ogni giorno:

«Non meno di 4 ore di meditazione, e queste d’ordinario su la vita di nostro Signore: nascita, passione e morte. No­vene: alla Madonna di Pompei, a san Giuseppe, a san Mi­chele Arcangelo, a sant’Antonio, al padre san Francesco, al sacratissimo Cuore di Gesú, a santa Rita, a san­ta Teresa di Gesù. Gior­nalmente non meno di cinque rosari per intiero» (Epist. IV, 1022).

Parliamo delle nove­ne alla Madonna di Pom­pei. Padre Pio visitò quel celebre santuario maria­no almeno tre volte: nel 1901, quando da ragazzo vi andò con alcuni com­pagni di scuola; nel no­vembre 1911, accompa­gnato dal padre Evange­lista, superiore del con­vento di Venafro; il 3 gen­naio 1917, in una licenza dalla vita militare (Epist. I, 853).

Fu certamente in quel­le visite che iniziò in lui la devozione alla Vergine del Rosario, venerata nel santuario di Pompei. Al­la Madonna di Pompei Pa­dre Pio si rivolse con in­cessanti preghiere e no­vene principalmente per ottenere tre grazie: la li­berazione dal servizio mi­litare, la grazia di ritor­nare in convento, la pre­sta uscita dall’esilio ter­reno, cioè la morte.

La bella Vergine di Pompei gli concesse la prima e la seconda grazia, ma – fortunati noi – non lo ascoltò per la terza.

Il 24 gennaio 1915 confidava al padre Benedetto: «Iddio e la carissima Madre mia di Pompei, a cui le novene si sono succedute alle novene, oramai sono oltre tre anni, sanno che cosa ho fatto per essere esaudito da una sí dura prova. Essi soli comprendono e sono testimoni del dolore che mi strin­ge e che mi opprime il cuore» (Epist. I, 521).

La grazia richiesta era quella del ritorno in convento. Alla vigilia della partenza per il servizio militare, suppli­cava padre Agostino: «Vengo a chiedervi, o padre, un favore: questo sarebbe mi usaste la carità di incominciare al piú presto le tre nove­ne alla Vergine di Pompei con la recita giornaliera, durante questo periodo, dell’intiero rosario» (Epist. I, 693). Cosa che padre Agostino cominciò subito a fare la vigilia dell’Im­macolata del 1915 (Epist. I, 698).

Pure alle figlie spirituali chiedeva la recita delle tre nove­ne alla Madonna di Pompei. Qualche esempio soltanto: A Raffaelina Cerase, il 19 maggio 1914: «Ve ne serberei perpetua riconoscenza se alle preghiere aggiungeste le tre novene alla Vergine santissima del Rosario di Pompei con le comunioni che fareste in questo frattempo» (Epist. II, 94, 193).

Ad Annita Rodote, il 10 giugno 1915: «Desidero che mi raccomandiate al Signore, facendo le novene alla Vergine di Pompei, nella cui protezione confido e spero» (Epist. III, 81).

Cosí pure a Francesca di Foggia, il 30 ottobre 1915 (Epist. III, 150);

ad Antonietta Vona, l’ l 1 dicembre 1918 (Epist. III, 880);

ad Elena Bandini, il 19 agosto 1922 (Epist. III, 1072).

Intorno all’anno 1960, il Beato Padre fece una confiden­za a un suo confratello:

«Ho recitato per 35 anni la novena alla Madonna di Pom­pei, chiedendole la grazia che mi portasse con sé in paradi­so. Ma poi ho smesso». Il confratello ne fu meravigliato e gli disse: «Ma come, Padre! Proprio Lei che ama tanto la Ma­donna di Pompei, ha smesso di pregarla?». «Figlio mio, ri­spose Padre Pio. Ho chiesto alla Madonna la grazia di farmi morire, ma non mi ha ascoltato. E quando è una mamma che non ti ascolta, non c’è piú niente da fare».

Dobbiamo ringraziare la Madonna che non lo ha ascoltato. Pochi giorni prima di morire, Padre Pio compí un gesto delicatissimo verso la Madonna di Pompei. Il 19 settembre 1968, gli fu presentato un mazzo di rose, a ricordo dei suoi cinquant’anni di stimmate. Con la sua mano piagata egli estrasse dal mazzo una rosa e l’affidò ad un suo figlio spiri­tuale diretto a Napoli, affinché la deponesse dinanzi all’im­magine della Madonna del Rosario di Pompei. In tal modo egli intendeva ringraziare la Mamma celeste, che finalmen­te gli faceva la grazia della morte, chiesta incessantemente per 35 anni con la recita della novena alla Madonna di Pompei.

Quel gioiello di preghiera, composta dal beato Bartolo Longo, entri anche nel numero delle tue devozioni giornaliere. Ne sentirai indubbiamente i benefici effetti spirituali.

Padre Gerardo Di Flumeri Vice Postulatore

Fonte : “http://www.preghiereagesuemaria.it/sala/padre%20pio%20e%20la%20madonna%20di%20pompei.html”

Novena alla Madonna di Pompei

fonte: “http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20alla%20s%20vergine%20di%20pompei.htm”