Messa quotidiana

Omelia 13-1-2017

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

SANT’ ILARIO

vescovo e dottore della Chiesa

(315?-367)

 

Convertito al cristianesimo da adulto – attraverso la lettura della Bibbia e la riflessione sul fine dell’uomo – Ilario fu eletto vescovo della sua cittĂ  di Poitiers e si schierò deciso contro l’eresia ariana. Mandato in esilio in Asia Minore, studiò il pensiero teologico orientale e lottò con vigoria per la difesa della fede. Rimandato in patria, conciliante e forte a un tempo, operò per la conversione degli ariani. Il suo zelo lo fece chiamare «l’Atanasio dell’Occidente». Scrisse un’ampia opera su La TrinitĂ , un famoso Commento sui salmi, inni religiosi e opere esegetiche. Fu un grande divulgatore della fede cristiana e contribuì, con l’aiuto della ragione, allo sviluppo e alla strutturazione della teologia sulla rivelazione, rappresentando l’unione del pensiero cristiano dell’Oriente e dell’Occidente.
 Ti servirò col predicarti

Dal «Trattato sulla Trinità» di sant’Ilario, vescovo.

Io sono consapevole che tu, o Dio Padre Onnipotente, devi essere il fine principale della mia vita, in maniera che ogni mia parola, ogni mio sentimento, esprima te.

L’esercizio della parola, di cui mi hai fatto dono, non può avere ricompensa più ambita che quella di servirti facendoti conoscere, di mostrare a questo mondo che ti ignora o all’eretico che ti nega, che tu sei Padre, Padre cioè dell’Unigenito Dio.

Questo solo è il fine che mi propongo. Per il resto bisogna invocare il dono del tuo aiuto e della tua misericordia, perché tu col soffio del tuo Spirito possa gonfiare le vele della nostra fede e della nostra lode e guidarci sulla rotta della proclamazione intrapresa. Non viene meno infatti alla sua parola colui che ci ha fatto questa promessa: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Mt 7, 7).

Allora noi, poveri come siamo, ti chiederemo ciò che ci manca e scruteremo con zelo tenace le parole dei tuoi profeti e dei tuoi apostoli, e busseremo a tutte le porte che sbarrano il riconoscimento della verità. Ma dipende da te concedere l’oggetto della nostra preghiera, essere presente a quanto si chiede, aprire a chi bussa.

La natura è presa da una strana pigrizia e non possiamo capire ciò che ti riguarda per la debolezza della nostra intelligenza. Ma lo studio dei tuoi insegnamenti ci mette in grado di intendere la tua divinità, e la sottomissione alla fede ci innalza al di sopra della conoscenza naturale. Attendiamo dunque che tu dia slancio agl’inizi di questa impresa, causa per noi di trepidazione, che la consolidi con crescente successo e ci chiami a partecipare dello spirito dei profeti e degli apostoli, perché possiamo capire le loro parole nello stesso senso con cui essi le hanno pronunziate e le interpretiamo nel loro significato.

Parleremo, infatti, di quanto essi predicarono per tua ispirazione. Annunzieremo cioè te, Dio eterno, Padre dell’eterno e unigenito Dio. Confesseremo che tu solo sei senza nascita con l’unico nostro Signore Gesù Cristo, generato da te fin dall’eternità e da non annoverarsi fra gli dèi. Generato da te, che sei l’unico Dio e non da diversa sostanza. Crederemo che è veramente Dio colui che è nato da te, che sei veramente Dio e Padre.

Aprici dunque l’autentico significato delle parole, e donaci luce per comprendere, efficacia di parola, vera fede. Fa’ che possiamo esprimere ciò che crediamo, che proclamiamo te, unico Dio Padre, e l’unico Signore Gesù Cristo, secondo quanto ci è stato trasmesso dai profeti e dagli apostoli. Fa’ che contro gli eretici, che lo negano, sappiamo affermare che tu, o Padre, sei Dio insieme al Figlio, e sappiamo predicarne senza errori la divinità.

LITURGIA DELLA PAROLA

 

Prima Lettura  1 Gv 2,18-25

Colui che professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri. Ora voi avete l’unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. Non vi ho scritto perchĂ© non conoscete la veritĂ , ma perchĂ© la conoscete e perchĂ© nessuna menzogna viene dalla veritĂ . Chi è il menzognero se non colui che nega che GesĂą è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

   

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 36
Risplende nei giusti la sapienza del Signore.

 

Confida nel Signore e fa’ il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,

esaudirĂ  i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirĂ  la sua opera;
farĂ  brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.

   

Canto al Vangelo   Cf Mt 11,25

Alleluia, alleluia.

Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli ha rilevato i misteri del regno dei cieli.

Alleluia.

 

  

Vangelo  Mt 11,25-30

Hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».