Omelia 6-6-18


SAN NORBERTO
Vescovo e Fondatore (+1134)
(Memoria facoltativa)

Un contemplativo apostolo liturgico

Norberto di Xanten (Gennep, Germania, ca 1080 – Magdeburgo, 6 giugno 1134) Rinnovatore liturgico, riformatore del clero, difensore del Papa e fondatore dell’Ordine dei Canonici Regolari Premostratensi.

Arriva a essere suddiacono, e lì si ferma. Sta un po’ al servizio dell’arcivescovo di Colonia, poi va al seguito dell’imperatore Enrico V. Vive come un ecclesiastico del tempo. Più feste che preghiere, più banchetti che digiuni. Nel 1115, mentre è in viaggio, un fulmine lo sfiora, lo tramortisce, e lui non ha dubbi: questo è un segnale, forse un ultimo avviso. Ripresi allora gli studi, è ordinato sacerdote e comincia a viaggiare; sempre a piedi nudi. Predica ai cristiani, ma soprattutto ai preti: prima del gregge, bisogna raddrizzare i pastori.

Attraverso una più viva partecipazione alla Divina Liturgia e alla Venerazione della Madre di Dio, San Norberto evangelizza intere popolazioni. La Santissima Eucaristia è portata, adorata con grande amore e rispetto! Nelle sue immagini è sempre rappresentato con la Santissima Eucaristia.

Nel 1120 si ferma a Laon, in Francia: ottiene dal vescovo Bartolomeo una valletta incolta e vi si stabilisce con alcuni compagni. E con un progetto: creare una comunità di votati alla Parola, all’esempio e soprattutto alla Divina Liturgia. Così nel 1121 nasce un Ordine religioso che dal nome della valle, Prémontré, si chiamerà Premonstratense. La disciplina è monastica: vita in comune, con lavoro e la liturgia che, come dalla riforma Cluniacense, nel suo Monastero è celebrata giorno e notte! Ma dalla vita liturgica sorge come un soave  profumo da un fiore bellissimo: un intenso apostolato: la predicazione esterna, al tempo non curata. Dunque una comunità sì contemplativa, ma anche chiamata all’evangelizzazione, “fuori”. Norberto anticipa in parte quella che sarà poi la missione di Francescani, Domenicani e altri Ordini mendicanti. I Premonstratensi, vestiti di bianco, cristianizzano popolazioni nell’Est europeo, dissodano terre, bonificano paludi in Olanda (fu propria di questi monaci “ingegneri” strappare le terre al mare, bonificando i Paesi Bassi), si espandono in tutta Europa, arrivano anche in Palestina (dove molti di loro saranno poi uccisi).

Dopo i secoli della grande espansione (XIII e XIV) vengono i tempi delle persecuzioni, degli abbandoni, con i conflitti religiosi in Europa, poi con la Rivoluzione francese. Tutto sembra finire quando nel 1834 muore il Generale dell’Ordine, e non ha successori. Ma nel 1869 si avvia la rinascita, e ora i Premonstratensi sono presenti e operanti nella Chiesa.

Norberto, nel 1126, è diventato arcivescovo di Magdeburgo. Poi l’hanno coinvolto i drammi della Chiesa al suo vertice. Nel 1130, morto Onorio III, ci sono a Roma un papa (Innocenzo II) e un antipapa (Anacleto II). E c’è il re tedesco Lotario III che vuole essere incoronato a Roma, ma non sa da quale dei due. Norberto si schiera con Innocenzo II (difeso vigorosamente da san Bernardo), accompagna in Italia Lotario e lo fa incoronare da lui; e continua a lavorare in Germania per ristabilire l’unità della Chiesa, mettendo fine allo scisma.

Muore poi nella sua sede arcivescovile. Nel 1582, papa Gregorio XIII lo proclamerà santo. Le spoglie di Norberto, all’inizio dell’anno 1627, furono deposte nella chiesa del cenobio dei Canonici Premonstratensi a Strahow, nella città di Praga, dove, poco dopo, in suo onore fu innalzato uno splendido altare.

 

 

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Sir 44,16-17.19-20.23; 45,1-4.15-16;
Fu amato da Dio e dagli uomini

Dal libro del Siracide
Ecco il sommo sacerdote:
durante la sua vita piacque al Signore,
fu trovato perfetto e giusto,
al tempo dell’ira fu riconciliazione;
nessuno fu simile a lui nella gloria.
Egli custodì la legge dell’Altissimo, con lui entrò in alleanza.
Dio fece posare sul suo capo
la benedizione di tutti gli uomini e l’alleanza;
lo confermò nelle sue benedizioni.
Da lui fece sorgere un uomo di pietà,
che riscosse una stima universale e fu amato da Dio e dagli uomini.
Lo rese glorioso come i santi
e lo rese grande a timore dei nemici.
Per la sua parola fece cessare i prodigi
e lo glorificò davanti ai re;
gli diede autorità sul suo popolo
e gli mostrò una parte della sua gloria.
Lo santificò nella fedeltà e nella mansuetudine.
Stabilì con lui un’alleanza perenne,
quella di presiedere al culto ed esercitare il sacerdozio
e benedire il popolo nel nome del Signore.
Il Signore lo scelse tra tutti i viventi
perché gli offrisse sacrifici,
incenso e profumo come memoriale
e perché compisse l’espiazione per il suo popolo.

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 88
Sei stato fedele, Signore, con il tuo servo.

Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto:
«La mia grazia rimane per sempre»;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

Dice il Signore:
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli».

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».

Canto al Vangelo    Gv 10,14
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore;
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

  
Vangelo 
Gv 10,11-18
Il buon pastore offre la vita per le pecore

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».