OMELIA TRANSITO DI SAN PIO (50° DALLA MORTE)

Stiamo facendo la veglia. Non si può dormire mentre Gesù vive la passione, suda sangue, soffre l’agonia. Ora noi riviviamo il passaggio da questa terra al cielo del nostro caro san Pio.
Gesù, nel Getsemani , circa 3 ore rimase in agonia , Dice “L’ anima mia è triste fine alla morte”. Non è la tristezza del buio. E’ straziato dalla mancanza d’amore.
Sono le lacrime che debbono cancellare i peccati dell’umanità che in quelle ore scendono sulle spalle, sul corpo, sul cuore di Gesù, come terribile battesimo di redenzione.
Gesù ci prende tutti, ci stringe tutti al suo cuore che fra poche ore sarà trafitto dalla lancia.
Egli si alza e va dai discepoli dicendo: “ Vegliate e pregate con me”, la prima volta, poi torna ad una certa distanza e di nuovo continua a sudare sangue e a pregare il Padre. Poi va ancora e vede che dormono. Li sollecita, cerca di svegliarli. “Vegliate e pregate con me, “con me”, non dice: per me.
In quel momento Gesù Cristo chiede un aiuto, che umanamente è più che legittimo chiedere. Egli sta offrendo al Padre un sacrificio che non si può limitare alla sua persona. Infatti San Paolo ci insegna a completare con il nostro dolore quello che manca alla passione di Gesù.
Egli ha offerto tutto se stesso, non si è risparmiato. Non ha sottratto un palpito d’amore al Padre e a noi peccatori. Però ci fa capire che noi non possiamo attraversare questo mondo senza l’esperienza del dolore da offrire a Lui, tanto comunque il dolore lo proviamo, la morte ci trova tutti, ci ritrova ovunque siamo. Non dobbiamo sciupare né la sofferenza né la morte.
La terza volta Gesù torna ai suoi e dice ”Pietro, non sei stato capace di vegliare un’ora con me”.
Pietro è la Chiesa, Pietro non può dormire, Pietro deve vegliare, la Chiesa deve essere sveglia e questo stare sveglio, non significa soltanto sottrarre del sonno alla notte. No! Questo vegliare fisico è un segno dell’anima che deve essere sveglia perché il demonio è sveglio, non dorme. Il mondo cattivo, i ladri, mentre noi stiamo a dormire: arrivano, scassinano, rubano, ammazzano: il male non si ferma mai; allora il bene non si può fermare.
Ero vicino a Padre Pio, eravamo soli, di pomeriggio, io cercavo di pregare, però spiritualmente mi appoggiavo a Lui. Avrei voluto farlo anche fisicamente proprio mettendo la mia guancia sul suo cuore. Qualche volta me l’ha permesso. Quella volta pregavamo. Cosi improvvisamente si volta verso di me, mi fa vedere le mani, ferite aperte, erano livide color viola, si capiva che la circolazione del sangue era scarsa e mi ha detto cosi, come un soffio, un sospiro: “figlio mio, prega per me, non ce la faccio più” .
Certo! Tutte le mie preghiere, tutte le messe che celebro, tutto il poco di bene che faccio, metto nelle sue mani perché le sue mani bucate, sanguinanti , sono degne di offrire quello che di buono si fa qui, perché sia degno di Dio, sempre.
Alla Madonna chiedo “ dai tu la Comunione al posto nostro, dallo tu Gesù, Tu sei la Mamma, sai amare, sai muovere il cuore; dalla tu la Comunione quando celebro la Messa”.
A Padre Pio dico: “pronuncia Tu le parole. Io salgo l’altare, ma Tu celebri la Messa, perché Tu sei degno di offrire il pane e il vino che debbono diventare il corpo e il sangue di Gesù, poiché Tu per tutta la vita hai portato queste piaghe aperte e hai versato il sangue segno dell’amore grande, quello che io non ho.
Glielo chiedo ogni giorno.
Questa è veglia, è veglia dell’anima .
Ci disse una volta: “Sapeste quanto è severo il giudizio di Dio”.
Noi celebriamo la veglia perché in queste ore, cinquanta anni fa, è finita la vita terrena di Padre Pio. Si è dovuto presentare al giudizio di Dio, egli tremava perché “E’ severo”.
Ed io insieme a voi mi appello all’intercessione del Padre, di Santo crocifisso ed innamorato, perché ci ottenga la misericordia.
Io lo dico alla Madonna: “Madre Addolorata per amore di San Giuseppe che è tuo sposo, per amore di San Francesco, padre mio, innamorato di Gesù, per amore di Padre Pio che Dio mi ha dato come: guida, maestro, padre, amico per sempre, per l’eternità, “Tu aiutami nell’ora della mia morte, prendimi tra le tue braccia come hai preso Gesù”.
A San Giuseppe: vi ho insegnato la giaculatoria nel mese di Marzo, “ San Giuseppe, sposo di Maria, assistimi in vita e nell’agonia. Noi, la nostra vita la dobbiamo mettere davanti alla luce di Dio, il quale vede i difetti anche negli angeli, e chiedere a Dio umilmente perdono. La presunzione e l’orgoglio sono utili in piazza. I politici dicono sempre male degli altri, vedono i peccati negli altri.
Dio ci chiederà conto dei nostri peccati, ci domanderà se abbiamo fatto del bene.
In America vive attualmente un sacerdote che era vissuto senza fervore, senza cura delle anime con una Messa da strapazzo
Un giorno era al volante e la sua macchina si scontra con un’altra e lui vola dal finestrino, fa un volo di metri e muore. Si ritrova davanti a Dio, (è lui che ha raccontato questo perché adesso è vivo). Allora Gesù ha cominciato a domandargli “ Tu mi hai amato o hai pensato solo a te stesso?” e lui: “si è vero non ti ho amato” E cosi via.
Alla fine Gesù ha detto “capisci che meriti l’inferno?” “Si”. A quel punto interviene una voce femminile: “Aspetta, Aspetta, dagli ancora una possibilità, forse cambierà, se no farai come vuoi Tu.” Allora Gesù dice a questa voce femminile che era la mamma sua: “E’ tuo, fa quello che vuoi”. Questo sacerdote è risuscitato e adesso fa ore di Adorazione con i fedeli ogni giorno; rosari a non finire. Va in giro per gli ammalati; va nelle fabbriche; chiama i giovani. E’ diventato un fervente apostolo. Racconta quello che gli è successo: l’esperienza del suo incontro con Dio.
La Madonna ha ottenuto per lui un tempo supplementare e l’ha salvato.
La Madonna creatura come noi, ma anche Madre dell’Onnipotente, può ottenere tanto. Siamo tutti peccatori; glielo diciamo nell’Ave Maria “prega per noi peccatori”. Le diciamo “prega per noi adesso, cioè in ogni momento, ma soprattutto nell’ora della morte. Maria, tu accanto a noi.
Raccontano i biografi che quando Santa Chiara era moribonda si è vista entrare una doppia fila di Angeli che deponevano un fiore a fianco a Lei, infine arriva una bellissima Signora, una Regina; era la Madonna, con una corona d’oro in mano. La poggia sulla testa di Santa Chiara e le dice “ Vieni figlia mia, vieni nel regno del tuo Sposo, perché tu lo hai amato e lo hai servito sempre con umiltà.
Anche Santa Scolastica alla morte di San Benedetto vede il cielo; un viale bellissimo, alberi fioriti e una doppia fila di Angeli e di Santi che acclamano l’anima di San Benedetto che viene accolto da Dio: “Vieni, Benedetto”.
Così dirà Dio ai Santi: “Venite benedetti dal Padre mio voi che mi avete servito, amato e obbedito”.
Noi diciamo spesso: Padre Pio, Santo di Dio, prega per noi.
Padre Pio, Santo di Dio, non ci lasciare per la strada, non ci dimenticare.
Diciamogli sempre queste tre cose, il resto lo fa lui: Padre io ti voglio bene, perciò sono venuto a questa veglia.
Padre prega per me, tu sai che io sono debole, faccio i propositi ma mi è difficile mantenerli.
Terza cosa: “se anche io abbandonassi Dio, tu non abbandonare me. Riportami sempre a Lui. Padre Pio fa più di quello che gli chiediamo: ci sarà vicino adesso e nel momento estremo della nostra vita, ci sarà vicino per tutta l’eternità.

P. G. Alimonti OFM cap
Pescara, 22/09/2018

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