Povero ladro

Padre Pellegrino raccontava che una sera si trovò
nella cella di Padre Pio.
Tra un discorso e l’altro gli venne spontaneo dire
al Padre: “Lo sa, Padre, lei è povero e noi siamo ricchi,
perché lei paga per tutti. Noi con i difetti siamo tranquilli
e lei, così buono, piange per ottenere da Dio il perdono a
noi”.
Padre Pellegrino dice: «A quel punto guardo gli occhi
di Padre Pio umidi di pianto.
Iniziò a narrarmi una poesia che aveva ascoltato più
volte dal poeta dialettale Alfredo Luciani di Pescara.
L’autore di quella poesia è Modesto Della
Porta, celebre poeta dialettale  di Guardiagrele
(Ch), mio paese.
In sostanza la poesia racconta di un vecchio,
poverissimo, che viveva solo in una stamberga.
Di notte, disteso sul letto di tavole, cercava
di ripararsi dal freddo avvolto in una coperta
sbrindellata.
Ad un certo punto sentì un rumore intorno.
Era un ladro che frugava nella speranza di trovare
qualcosa.
Il vecchio gli disse amabilmente: “Amico mio, in
quell’armadio sbracato non ci trovo niente io di giorno,
che ci vuoi trovare tu di notte?”.
Il vecchio calmo e tranquillo si girò dall’altro lato e
riprese sonno.
“Così dico a te, figlio mio: io non viaggio su un treno
di lusso, ma su di un carro bestiame. Se il Signore non
mi fulmina è solo per la sua infinita misericordia».
Padre Pellegrino commentava: “Quella sua umiltà
mi faceva tremare”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 87-88