San Giacomo di Alfeo il Minore Apostolo- sec. I d.C.

Figlio di Alfeo e forse di Maria di Cleofa presente ai piedi della croce con Maria, Madre di Gesù. È stato con Pietro una “colonna” della Chiesa di Gerusalemme.
Nel Concilio apostolico, dopo la morte del Signore, affermò che i pagani convertiti potevano essere accolti senza doversi sottoporre alla circoncisione.
È autore di una Lettera in cui invita i cristiani a vivere la fede concretamente nella preghiera e nelle opere di carità verso il prossimo.
Esorta ad affidarsi totalmente a Cristo e a pronunciare in ogni attività le parole: “Se il Signore vorrà” (Gc 4, 15).
Fu lapidato per volere del sommo sacerdote Anano.

È il Minore, Giacomo d’Alfeo.
È scelto da Gesù come Apostolo
insieme agli altri undici ben noti.
Sono chiamati a stare accanto a Lui.

Apostolo significa “inviato”.
La prima volta inviati due a due.
Diranno la parola di Gesù
e cacceran gli spiriti malefici.

Tornando da Gesù, racconteranno
con grande meraviglia queste cose.
Gesù li ammonisce dolcemente:
– Gioite perché siete scritti in Cielo -.

Sì, l’esemplarità della tua vita,
lo zelo ardente della carità,
le penitenze insieme alla saggezza
ti fanno soprannominare “giusto”.

Fu nel Concilio di Gerusalemme.
Tu fosti a sostenere saggiamente:
non vanno circoncisi quei fratelli;
che si converton dall’idolatria.

La giusta tesi dentro l’assemblea
sarà portata a termine da Paolo.
– Nessuno più si deve circoncidere:
La grazia è più perfetta della legge -.

E nella prima Lettera ai Corinti
ti testimonia Paolo scrivendo:
– Gesù Risorto apparve prima a Giacomo
e poi apparve a tutti gli Apostoli -.

La Chiesa ormai si va organizzando.
Gerusalemme elegge il proprio vescovo:
è Giacomo il Maggiore, Zebedeo.

Il dissoluto Erode lo uccide.
Gerusalemme vuole un nuovo vescovo.
La scelta cade proprio su di te,
o Giacomo d’Alfeo, il Minore,
che a tutti dài l’esempio di bontà.

Ritieni giusto scrivere ai fedeli
cristiani delle dodici tribù.
La loro sorte segui con amore
e tutti esorti ad essere costanti.

Innanzitutto venga la preghiera.
Ognuno testimoni la speranza.
La carità confermi la Parola
e l’umiltà sia base di giustizia.

Di nuovo spira vento di martirio.
La palma della gloria tocca a te,
o Giacomo d’Alfeo, nuovo vescovo.
Gerusalemme è in Cielo a festeggiare.

P.G.Alimonti OFM, cap,
I vol., “Vento Impetuoso”, pp 217-218-219