San Leone Magno

Papa dottore della Chiesa
– Toscana c. 390 + Roma 10 novembre 461

Eletto Papa nel 440 si trovò nel crocevia dell’impero
agonizzante, della Chiesa nello sforzo dell’evangelizzazione,
delle invasioni nordiche con le loro barbarie.
Nel 455, angosciato, assistette al sacco di Roma per mano di
Genserico re dei vandali. Ottenne che fossero risparmiati
gli abitanti. Debellò l’eresia di Nestorio (monofisismo) sostenendo
l’umanità e la divinità nella persona di Gesù. I Padri
del Concilio di Calcedonia (451) conclusero: “Pietro ha parlato per bocca di Leone”.
Dovette anche combattere manichei e priscillanisti.
I suoi scritti e la sua oratoria mostrano profonda cultura,
eccelsa sapienza e ammirevole serenità. Celebre l’episodio
in cui Leone va con una delegazione romana da Attila
re degli Unni. Si incontrarono presso Mantova. Convinse il
famigerato barbaro a risparmiare Roma.
Potente la sua personalità, costante il suo zelo, nota la
sua clemenza, eroica la sua virtù. Curò un celebre “Liber
Pontificalis”.
Il suo pontificato durò 21 anni.

Urbe di Roma, patria di legioni,
con l’aquila gloriosa hai toccato
i disparati limiti dell’orbe.
Hai soggiogato i popoli diversi.

Le belve d’ogni genere sfamasti
con le straziate carni dei cristiani.
Il loro sangue beve il Circo Massimo.
Di spettatori l’urlo copre il gemito.

La folla degli dei gremiva il Pantheon,
ma tutti questi assieme nulla possono
contro il flagello barbaro che incombe
e sbrana qual famelico dragone.

Rimane in Oriente la parvenza
di quel che fu l’immenso tuo potere.
Nello svegliarti trovi alle tue porte
e il Goto e l’Unno e il Vandalo tu, Roma.

Ma Cristo ha mandato il suo leone,
che col divino aiuto fermerà
il braccio armato d’Attila furente.
E porterà pur gli altri alla pace.

Ora difender deve dall’errore
l’intemerata Chiesa che governa
dall’eresia, rettile bramoso,
che qua e là mordendo va la fede.

Eutiche dice: “Cristo non è Dio!”
Nestorio afferma: “Cristo non è uomo!”
E le sottili trame van tessendo
per diventar padroni di brandelli.

Non va diviso Cristo, né la Chiesa.
Gesù lo dice a Pietro e lo conferma:
tu pascerai le pecore e gli agnelli
e siate uniti a me com’io al Padre.

La verità ratifica, Leone.
I padri a Calcedonia son con te
la tua parola aspettano per dire:
“La voce di Leone è pur di Pietro”.

Or sulla scena della storia appaiono
imperatori in corsa come ombre.
L’uno dell’altro vuole sbarazzarsi
ma tanto vale l’uno quanto l’altro.

Leone, leva in alto la tua fiaccola!
L’Oriente e l’Occidente n’han bisogno.
Oh!, sorgan sulle vette e nelle piazze
vessilli di speranza e vera pace!

Leone Magno, erigi le basiliche,
laddove il canto salga verso Dio
e il Verbo nuovo spanda la sua luce.
Sian felici e liberi i popoli!

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuoso, vol. II, pp 118-119-120