San Policarpo

San Policarpo
Vescovo martire
– Smirne (attuale Turchia) anno 69 + 23 febbraio 155
 
Nacque sotto l’impero di Vespasiano e fu educato nel timore di Dio dalla nobile Callista.
Conobbe l’apostolo San Giovanni che annunciava il Vangelo in Asia con San Bucolo e Sant’Ignazio e divenne suo discepolo.
Ordinato sacerdote, fu collaboratore di San Bucolo, vescovo di Smirne. Divenuto a sua volta vescovo, diresse la Chiesa per cinquant’anni, fedele agli insegnamenti di colui che era stato vicino al Signore.
All’inizio del suo episcopato, accolse Sant’Ignazio di  passaggio nella città di Smirne e diretto a Roma per il martirio.
Da lui ricevette poi una lettera con insegnamenti preziosi sui doveri del Pastore. Compì miracoli e convertì pagani. Nel 154, ormai avanti negli anni, incontrò il papa Aniceto per la questione della diversità della celebrazione della Pasqua in Asia e per la difesa della Fede contro le eresie.
Al ritorno a Smirne, una violenta persecuzione dell’imperatore Marco Aurelio sconvolse le Chiese d’Asia.
San Policarpo andò serenamente incontro al martirio all’età di 86 anni.
 
Fruttuoso dice il nome “Policarpo”
e tu sei frutto splendido di Cristo.
Sei stato istruito dagli Apostoli
e posto come vescovo a Smirne.
 
Nella tua casa ospiti Ignazio,
che viaggia verso Roma sotto scorta,
e lì sarà sbranato dalle belve
perché, fedele a Cristo, questo brama.
 
Ti scrive la sua lettera da Roma.
Ti definisce: “forte combattente
e illuminata guida dei cristiani,
pastore santo dato dal Signore”.
 
Rimane da risolvere: “la Pasqua,
va celebrata sempre di domenica,
come è già praticato in Occidente,
oppure il quattordici di Nisan?”.
 
Non si decide nulla a tal proposito,
ma quell’incontro serve a rafforzare
i necessari vincoli di fede
e di fraterna e nobile amicizia.
 
Ma quando il saggio vescovo ritorna
a Smirne è in atto la persecuzione
contro le Chiese e il popolo cristiano.
Regna l’imperatore detto “Pio”.
 
Quel giorno sono uccisi dei fedeli,
e mentre nello stadio c’è fermento,
lì viene trascinato Policarpo
davanti agli occhi del governatore.
 
Quadrato lo interroga dicendo:
– Io spero di poterti risparmiare,
solo se tu sacrifichi agli dei -.
– Io son cristiano e nulla mi spaventa! –
 
Policarpo vede pronto il rogo
e vuol salire subito da solo
fra lo stupor del popolo presente.
È quasi novantenne Policarpo!
 
L’autore del “Martyrium Polycarpi”
narra che fu silenzio nello stadio.
Qui il governatore lancia l’ordine
e Policarpo è ucciso con la spada.
 
E per la prima volta nella Chiesa
è definito “martire” chi muore
ucciso per la fede nel Signore.
Tu, Policarpo, splendi nel martirio.
 
Ignazio ti diceva nella lettera:
– Sta’ saldo sotto i colpi, come incudine! –
Scrivendo ai Filippesi tu dicesti:
– È giusto, che soffriamo come Cristo! –
 
P. G. Alimonti OFM cap, Vento impetuoso, vol. 2, pp 25-26-27