Santa Messa 12-6-20

 

BEATA FLORIDA CEVOLI

Lucrezia Elena Cevoli nasce a Pisa l’11 novembre 1685, figlia del conte Curzio e della contessa Laura della Seta. Appena diciottenne, nella primavera del 1703, Lucrezia decide di entrare nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. In pochi credono che Lucrezia, abituata ad una vita agiata e benestante, potesse superare le durezze di una vita quale è quella dettata dalla regola di S. Chiara. Certo l’impatto con il monastero fu molto duro, le monache le sembravano demoni e anche la maestra S. Veronica Giuliani non era molto intenzionata a riceverla. Ma la sua vocazione vera ed autentica contribuì non solo a superare il difficile momento dell’ambientamento ma rafforzò la volontà e la costanza della sua scelta.
L’8 giugno del 1703 iniziò il periodo di noviziato, il 10 giugno del 1705 emise la professione solenne dei voti e prese il nome di Florida.
Tra i primi incarichi dati a suor Florida figura quello di “rotara”, incarico che veniva dato a suore esperte e dalla notevole personalità, a Florida fu assegnato proprio per la sua personalità, per la sua capacità di avere polso e capacità di governo. Una delle testimoni diceva infatti: “suor Veronica era buonissima per far orazione, suor Florida aveva più spirito e più coraggio”.
Per i motivi sopra descritti nel 1716 quando Veronica Giuliani divenne badessa, suor Florida venne eletta vicaria, per molti anni svolse il suo incarico seguendo in particolare la vita quotidiana, le sue piccole e grandi difficoltà e curando soprattutto i rapporti umani.
Alla morte di Veronica nel 1727, divenne badessa Florida e guidò il monastero fino al 1736.
Suscitava molta meraviglia il fatto che pur provenendo da una famiglia aristocratica, spesso si prestava a svolgere i lavori più umili.
Fu colpita da un erpete che per circa vent’anni gli arrecò un fastidioso prurito, sofferenza che affrontò con grande naturalezza e soprattutto senza far notare agli altri la propria sofferenza.
Suor Florida fu tra le promotrici della causa di beatificazione della sua maestra Veronica Giuliani, nel 1753 decise di erigere un nuovo monastero proprio nella casa dei Giuliani a Mercatello sul Metauro. Dava le direttive alle persone che seguivano i lavori, cercando di non sperperare le risorse per la costruzione del nuovo monastero e facendo tutto ciò che garantiva la minor spesa.
Dopo trentasette giorni di febbre, il 12 giugno 1767, suor Florida morì, venne ricordata da tutti per la sua vita straordinaria vissuta nella vita di ogni giorno e nell’ordinarietà di una vita vissuta secondo la regola da lei abbracciata giovanissima e dedicata interamente a Dio.
La causa di beatificazione fu iniziata nel 1838 e nel 1910 furono approvale le virtù eroiche. Venne beatificata il 16 maggio 1993 da papa Giovanni Paolo II.

Iesus amor, fiat voluntas tua! Fa, Gesù, che eternamente ti ami, e patire e morire per te io brami. Crocifisso Gesù, mio Redentore, stampatemi le vostre sante piaghe in mezzo al cuore. Chi avesse una scintilla di questo amore non sentirebbe niente di grave quanto di penoso si può mai trovare. Pregate per me acciò cominci ad amare per questo poco che mi resta di vita, giacché nulla ho fatto finora.
(b. Florida Cevoli)


Autore:
Carmelo Randello

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  1 Re 19, 9. 11-16
Fermati sul monte alla presenza del Signore.

In quei giorni, [Elìa, giunto al monte di Dio, l’Oreb,] entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore: « Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elìa si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elìa?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita».
Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Elisèo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».

Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 26
Io ti cerco, Signore: mostrami il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».

Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Canto al Vangelo
  Fil 2,15 
Alleluia, alleluia.

Risplendete come astri nel mondo,
tenendo alta la parola di vita.
Alleluia.

Vangelo   Mt 5, 27-32
Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».