Sant’Alberto Magno

Vescovo – Lauingen (Baviera) c. 1206
+ Colonia 15 novembre 1280

Giovanissimo si trasferì dalla Germania in Italia per studiare
nell’Università di Padova, una delle più famose dell’epoca.
Frequentando il vicino convento dei Domenicani, ascoltò i sermoni
del Beato Giordano di Sassonia e sentì la vocazione religiosa.
Divenne sacerdote dell’Ordine.
Presto si distinse per le eccezionali qualità intellettuali
e morali.
Ebbe l’incarico di insegnare in varie università e nelle
scuole dell’Ordine. Amava le scienze e le arti liberali:
grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria,
astronomia e musica. Cercò e studiò a fondo la filosofia
greca soprattutto Aristotile, dal quale riprese l’idea dell’Essere
che è origine di tutto. Diffuse insieme a San Tommaso
l’aristotelismo in Occidente.
Coltivava la sua vita interiore con la preghiera, la salmodia
e la meditazione della Scrittura. Uomo con spiccate
capacità di capire e conciliare le varie culture. I Pontefici
Alessandro IV e Urbano IV gli affidarono compiti e missioni
di grande responsabilità. Aveva una semplicissima
formula personale della propria santità: “Voglio soltanto e
sempre quello che Dio vuole da me”.
La Chiesa lo ha canonizzato e lo ha dichiarato Dottore.

Venisti alla luce in Germania.
Ti richiamò ben presto poi l’Italia.
Per l’università andrai a Padova.
Sono riuniti là grandi maestri.

Tu ami la grammatica e retorica,
astronomia, musica e scienze.
E nel convento ascolti i “Sermoni”
del Beato Giordano di Sassonia.

Succede a Domenico di Guzman.
Uomo virtuoso e ricco di sapienza.
E scopri lì la tua vocazione.
Sarai anche tu figlio a San Domenico.

Sei colto, intelligente e sai parlare.
Dovrai per questo essere docente
in sedi dove studiano i frati,
ed apri a Colonia il primo “studio”.

Ma presto sei chiamato a Parigi.
Fra i tuoi allievi trovi l’Aquinate.
Diventerà discepolo ed amico
e resterà per sempre al tuo fianco.

Ti voglion Provinciale di Germania.
Un forte impulso all’Ordine imprimi.
Li sproni con l’esempio e la bontà
e sorgon nuove case religiose.

Ti chiama il Santo Padre ad Anagni,
poi a Viterbo e a Roma per consiglio.
Ecco di Ratisbona eletto vescovo,
tu fai fiorir parrocchie e nuove opere.

T’aspettano a Colonia ed in Boemia:
fermenta la discordia fra prelati
e quelli che governano il popolo.
Ristabilisci pace e concordia.

Protagonista sei tra le vicende
alterne e trepidanti della Chiesa.
Papa Gregorio indice il Concilio
per riunir l’Oriente all’Occidente.

I Greci hanno aperto il grande scisma,
che strapperà la veste della Chiesa.
Insieme a te si muove lunga schiera
di Santi e di Dottori a lavorare.

Voi supplicate il Cielo per l’unità
sapendo quant’è triste questo strappo.
Tu nel frattempo scrivi tante opere,
fra l’altro conciliando scienza e fede.

Riveli all’Occidente Aristotile,
che porta l’intelletto fino all’Essere.
Ti seguiran Tommaso e tanti altri.
Adesso vedi Dio faccia a faccia.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuso, vol II, pp 177-178-179