Santi Cosma e Damiano d’Arabia martiri

(† 303)
I due fratelli gemelli nacquero da una famiglia ricca.
Il loro padre lasciò l’Islam per abbracciare la fede cristiana e per questo motivo fu martirizzato in Cilicia.
La loro madre Teodota era cristiana e seminò la verità del Vangelo nel cuore dei due figli.
Vivendo sempre insieme, i due fratelli si dedicarono allo studio della medicina. Restando in Siria iniziarono la loro professione medica.
Passarono in Cilicia (Asia Minore), nella città di Egea per continuare quella che ormai consideravano la propria missione.
Furono chiamati “anargiri” senza soldi, perché prestavano la loro opera sempre gratuitamente.
Il Signore benediceva la loro fatica con guarigioni miracolose.
Il prefetto della Cilicia, appena arrivò l’ordine dell’imperatore Diocleziano di perseguitare i cristiani, fece arrestare i due medici.
Nonostante le proteste della gente beneficata, Cosma e Damiano furono condannati a morte.
Subirono cinque forme di supplizi, l’uno più terribile dell’altro.
Perfino legati insieme con funi ad un masso vennero gettati nelle acque del mare, ma le funi si sciolsero e i due fratelli risalirono in superficie illesi.
A quel punto furono ripresi e decapitati.
Questo avvenne nella città di Ciro, in Siria nell’anno 303.
Cosma e Damiano per la loro vita di fede, di carità e per il glorioso martirio, sono venerati in tutto il mondo cristiano.
Sono Patroni della Boemia e protettori dei medici.
Sia in Oriente che in Occidente sono tanti i luoghi di culto dedicati a loro.
Nel VI secolo a Roma, Papa Felice fece erigere una basilica in onore dei Santi Cosma e Damiano.
Questi due fratelli nati, vissuti e morti insieme, hanno messo a servizio di Dio e del prossimo la propria vita e il proprio lavoro.

P.G. Alimonti OFM cap, La steppa fiorisce, Vol. I, pp 127-128