Sant’Ignazio da Laconi

Rel. francescano cappuccino
– Laconi (Nu) 17 novembre 1701
+ Cagliari 11 maggio 1781

Secondo dei nove figli di Mattia Peis Cadello e di
Anna Maria Sanna.
Fin da bambino digiunava e faceva penitenza.
Ogni giorno partecipava alla Messa.
A vent’anni entrò tra i Cappuccini di Buoncammino
a Cagliari e visse in vari conventi sardi per poi
tornare a Cagliari dove svolse con amore il compito
di questuante.
Attentissimo alle necessità materiali e spirituali di tutti, con umiltà portava il consiglio, la Parola di Dio e la pace nelle contese. Nel
1779, divenuto cieco, continuò a vivere in comunità osservando
le regole e le discipline.
Morì all’età di 80 anni. Per due giorni un fiume di
gente devotamente sfilò davanti al feretro. La fama di santità
aumentò dopo la morte per i numerosi miracoli ottenuti
per sua intercessione.
Fu proclamato Santo da Pio XII il 16 giugno 1940.

Da sardo sincero
sei lieto e gentile.
Non vedi motivo
d’alcuna tristezza.

Vicino è il Signore
a tutti i suoi figli.
Non cade un capello,
che Lui non lo sappia.

Da buon Cappuccino
osserva il Vangelo,
la Regola e i voti,
ed ama Francesco.

Gli piace la storia
dei Santi dell’Ordine.
Ad essi si affida.
Li invoca, li imita.

D’ufficio questuante,
al collo bisaccia;
in mano il rosario,
nel cuore Maria.

Gli donano pane;
gli chiedon preghiere.
A tutti il saluto,
a molti il conforto.

Passando per via
sovente riunisce
lo sciame dei bimbi,
fanciulli e ragazzi.

L’attendono ansiosi
l’ascoltano attenti.
L’incontro con lui
dà impeto al cuore.

Talvolta per via
è come rapito.
Calpesta la terra
immerso nel Cielo.

Se il pane donato
risulta rubato:
bisaccia di piombo,
o gocciola sangue.

Continua è la lode
al caro Gesù.
Nel coro incomincia
la santa giornata.

E tutta la vita
è come un sol giorno.
Adesso lo vivi
nel Cielo coi Santi.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuoso, Vol. IV, pp 107-108-109