{"id":25514,"date":"2024-04-30T09:44:25","date_gmt":"2024-04-30T07:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/?p=25514"},"modified":"2024-04-30T09:44:25","modified_gmt":"2024-04-30T07:44:25","slug":"santa-messa-30-4-24","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/santa-messa-30-4-24\/","title":{"rendered":"Santa Messa 30-4-24"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2rrB2qRITu8?si=9CpSFW8il-7vgja8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>BEATO BENEDETTO DA URBINO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una gloria dei Frati Minori Cappuccini. Egli nacque il 23-9-1560 a Urbino (Pesare), settimo degli undici figli che Domenico ebbe da Veronica Cibo, entrambi di nobile prosapia. Rimasto orfano dei genitori a sette anni, il beato fu condotto dai tutori nel palazzo che la sua famiglia possedeva a Cagli, dove ricevette con i fratelli i primi rudimenti delle lettere. A diciassette anni fu mandato a studiare preso l&#8217;universit\u00e0 di Perugia e di Padova. A contatto di tanti giovani viziosi, il Passionei non si lasci\u00f2 raffreddare nelle sue opere di piet\u00e0. Ogni mattina si recava in chiesa ad ascoltare la Messa e a fare sovente la comunione, e durante il giorno ripeteva di frequente gli atti di fede, di speranza e di carit\u00e0. Pot\u00e9 cos\u00ec fronteggiare le insidie del demonio, del mondo e della carne. A ventidue anni il beato, laureato in filosofia e legge, per suggerimento dei familiari che sognavano per lui onori e dignit\u00e0, si rec\u00f2 a prestare servizio, in Roma, al cardinale Gian Girolamo Albani. Avendo per\u00f2 capito che la corte non era luogo adatto alle sue aspirazioni, si ritir\u00f2 ben presto nella casa paterna di Fossombrone dove, alla lettura della Bibbia, matur\u00f2 il proposito di farsi cappuccino. Fu ricevuto dal Provinciale delle Marche dopo molte ripulse perch\u00e9 fragile di costituzione, e mandato a fare il noviziato a Fano (Pesaro). Sotto la direzione del P. Bonaventura da Sorrento fece mirabili progressi nella virt\u00f9 ma, per le frequenti infermit\u00e0 di stomaco alle quali andava soggetto, i superiori risolvettero di rimandarlo in famiglia. Il beato ne pianse dal dolore, supplic\u00f2 la Vergine SS. a venire in suo aiuto, insistette presso il Ministro generale dell&#8217;Ordine e ottenne di fare la professione religiosa con il nome di Fra Benedetto, in virt\u00f9 degli ottimi requisiti morali che presentava (1585). Quel giorno si spogli\u00f2 dei beni in favore dei poveri e propose di percorrere risolutamente la via della perfezione. Fra Benedetto studi\u00f2 teologia sotto la guida del P. Girolamo da Castelferretti, che pi\u00f9 tardi merit\u00f2 di essere innalzato alla suprema dignit\u00e0 dell&#8217;Ordine. Dopo l&#8217;ordinazione sacerdotale, il beato fu approvato per il ministero della predicazione al quale si dedic\u00f2 con grande zelo e semplicit\u00e0 di parole. In quel tempo l&#8217;eresia luterana faceva grandi danni alla Chiesa nelle regioni settentrionali d&#8217;Europa. Rodolfo II, imperatore d&#8217;Austria, e l&#8217;arcivescovo di Praga, Mons. Berka, essendo venuti a conoscenza del gran bene che i Cappuccini operavano in altre nazioni, supplicarono Clemente VIII perch\u00e9 gliene inviasse alcuni ad arginare, con la predicazione, l&#8217;eresia. Il papa ordin\u00f2 al P. Girolamo da Castelferretti, Ministro generale dell&#8217;Ordine, d&#8217;inviare in Boemia, insieme con S. Lorenzo da Brindisi (+ 1619), costituito commissario della spedizione, dodici frati per la missione tra gli ussiti e i luterani. Benedetto fu uno dei prescelti (1598), ma , dopo pochi anni di fatiche, dovette fare ritorno in patria a causa della malferma salute e delle difficolt\u00e0 incontrate nell&#8217;apprendere la lingua del posto. Nella sua provincia egli attese ancora alla predicazione, si dedic\u00f2 della giovent\u00f9, ma soprattutto mir\u00f2 alla propria santificazione, in uno sforzo costante. Pi\u00f9 volte fu eletto all&#8217;ufficio di Guardiano nei conventi di Cagli, Fano, Pesaro, Osimo e Fossombrone, e di definitore della provincia tanto era grande l&#8217;amore che dimostrava per la regolare osservanza. I suoi confessori affermarono, con giuramento, di non avere trovato, nell&#8217;accusa delle sue mancanze, materia sufficiente di assoluzione. Nutriva difatti un odio implacabile per il peccato. Fra Benedetto fu sempre modello di vita cappuccina. Raramente usciva di cella, pi\u00f9 raramente ancora dal convento. Per stare pi\u00f9 unito a Dio parlava poco. Quando la regola prescriveva il silenzio diventata addirittura muto. Aborriva i discorsi vani e non tollerava che si dicesse male del prossimo. Di tutti soleva prendere le difese, ma specialmente degli assenti. Di s\u00e9 aveva un concetto cos\u00ec basso che non capiva come facessero i confratelli a sopportarlo. Se gli accadeva di commettere qualche mancanza, ne chiedeva venia pubblicamente. Pi\u00f9 volte fu visto entrare in refettorio con al collo i cocci di qualche vaso infranto involontariamente e farne la penitenza a somiglianza di un novizio. Nei suoi quarant&#8217;anni di vita religiosa accett\u00f2 vestiti nuovi soltanto due volte. Preferiva indossare tuniche e mantelli gi\u00e0 rifiutati da altri perch\u00e9 logori e rattoppati. Per scrivere le prediche e le lettere si serviva di qualsiasi ritaglio di carta o di buste che si faceva dare dai fratelli. Bastava che gli venisse il desiderio di una cosa perch\u00e9 Fra Benedetto stabilisse di astenersene. Bench\u00e9 travagliato dal male di stomaco, da dolori nefritici, da una piaga in una gamba, da un&#8217;ernia per cui dovette subire quindici volte il taglio del chirurgo, non si dispens\u00f2 mai dalle penitenze e dai digiuni di regola. Non voleva che per lui fossero preparati cibi speciali. Faceva uso di un po&#8217; di vino soltanto in caso di malattia e per ubbidienza, mangiava una sola volta al giorno durante le novene della SS. Vergine, tutti i venerd\u00ec e i sabati e le vigilie dei santi suoi protettori. A chi lo esortava a nutrirsi di pi\u00f9 e meglio rispondeva che &#8220;poco bastava alla necessit\u00e0, e nulla alla sensualit\u00e0&#8221;. Ogni giorno soleva flagellarsi aspramente per lo spazio di mezz&#8217;ora. Indossava di giorno e di notte un cilicio di crine. Nei giorni pi\u00f9 solenni macerava il proprio corpo con una lamina di ferro cosparsa di centinaia di punte di chiodi. Dormiva poco, disteso sopra un tavolaccio. A chi lo esortava ad usare riguardi rispondeva &#8220;che temeva piuttosto di dovere essere rimproverato per le molte soddisfazioni che accordava al suo corpo&#8221;. E soggiungeva: &#8220;E necessario che io mi affretti a mettere in serbo qualche cosa per l&#8217;eternit\u00e0 perch\u00e9 vedo che gli anni trascorrono assai veloci senza che possa dire di avere acquistato meriti per il Paradiso&#8221;. Niente lo tratteneva dall&#8217;alzarsi a mezzanotte per il canto del Mattutino: non le frequenti infermit\u00e0, non il trovarsi fuori convento, non la stanchezza del viaggio, non la dispensa dei superiori. Non c&#8217;era pericolo che entrasse o uscisse di chiesa senza avere prima baciato la terra. Diceva l&#8217;ufficio divino sempre in piedi ed anche d&#8217;inverno a capo scoperto. Dopo il mattutino ritornava inosservato in chiesa dove rimaneva per lunghe ore genuflesso davanti al SS. Sacramento. Altre volte distendeva le braccia in forma di croce e restava in quella scomoda posizione a lungo meditando la Passione del Signore. Conscio della propria miseria e incapacit\u00e0 di fare il bene, spesso si gettava bocconi per terra e adorava il Signore e lo propiziava. Talora gli sgorgavano dagli occhi lacrime talmente abbondanti da bagnare il pavimento. Ogni giorno recitava il rosario, l&#8217;Ufficio della B. Vergine, l&#8217;Ufficio dei morti, l&#8217;Ufficio dello Spirito Santo e della Croce, i sette salmi penitenziali, la corona della Passione e altre preghiere ai santi suoi protettori. Sette volte al giorno visitava il SS. Sacramento, Maria SS. e la croce che i cappuccini avevano posto in una cappella all&#8217;estremit\u00e0 della clausura. Oggetto ordinario delle sue meditazioni erano i dolori del Figlio di Dio. Ne sentiva una cos\u00ec viva attrattiva che ascoltava il maggior numero possibile di Messe. Alla celebrazione della propria si preparava flagellandosi aspramente, facendo una lunga meditazione e profondi atti di umilt\u00e0. Quando si accorgeva che taluno si comunicava sovente, gli mostrava un affetto tutto speciale. Diceva che non riusciva a capire come tutto il mondo non amasse il Signore. E sospirava: &#8220;Gli uomini non lo amano perch\u00e9 non lo conoscono&#8221;. Egli non passava mai davanti al tabernacolo senza prostrarsi bocconi per terra, baciare il pavimento, pronunciare devote giaculatorie o ripetere ininterrottamente: &#8220;Ti amo, ti amo, ti amo!&#8221;. Il Signore volle provare la fedelt\u00e0 del suo servo privandolo sovente delle consolazioni spirituali. Bench\u00e9 oppresso da desolazioni e da aridit\u00e0. Fra Benedetto non venne meno mai ai suoi esercizi di devozione. Ovunque fu guardiano, il popolo non soleva chiamarlo con altro nome che quello di &#8220;santo&#8221;. Costituito in tale dignit\u00e0, gli sembrava che i doveri dei sudditi fossero diventati i suoi doveri. Non si vergognava perci\u00f2 di aiutare il sagrestano nell&#8217;ornare la chiesa, il cuoco nel lavare le stoviglie, i novizi nello scopare i dormitori, i frati cercatori nel questuare il cibo necessario alla comunit\u00e0. In Cagli fu visto mendicare da un amico il quale cerc\u00f2 di dissuaderlo dal compiere quell&#8217;ufficio cos\u00ec poco conforme alla dignit\u00e0 del Guardiano. Il beato si limit\u00f2 a dirgli che riteneva cosa migliore &#8220;portare il peso del pane che quello del peccato&#8221;. In diversi luoghi egli si adoper\u00f2 perch\u00e9 la chiesa fosse ingrandita. Per pagarne le spese non esit\u00f2 a chiedere l&#8217;elemosina di porta in porta. Non stupisce che i conventi nei quali fu Guardiano emergessero tra gli altri per l&#8217;osservanza religiosa e l&#8217;interna concordia. Se un confratello cadeva in qualche difetto, egli lo ammoniva con benignit\u00e0 ed esigeva che ne facesse penitenza. Se il suddito si rifiutava o ne mostrava rincrescimento, soddisfaceva lui per il renitente. Anche quando fu eletto definitore della provincia non venne a patti con la rilassatezza. Appena sapeva che in un convento si andava introducendo qualche abuso scriveva subito lettere, esortava, minacciava e non si dava pace finch\u00e9 non sapeva che era stato tolto. Fra Benedetto usciva di convento d&#8217;ordinario soltanto per andare a questuare o predicare. Non partiva se non dopo avere chiesto davanti a tutta la comunit\u00e0 perdono della proprie mancanze, avere ottenuto la benedizione del superiore e fatto una breve visita al SS. Sacramento. Viaggiava sempre a piedi a costo di cadere sfinito ai margini della strada sassosa e polverosa a causa delle infermit\u00e0 e della stanchezza. Nel paese che era la meta delle sue fatiche apostoliche, preferiva alloggiare presso le famiglie pi\u00f9 povere. Nella stanza, che gli serviva da cella, conduceva una vita in tutto simile a quella che i confratelli conducevano nel convento. A mezzanotte non lasciava di alzarsi dal letto per recitare il mattutino. Alle grandi citt\u00e0 preferiva i paesi pi\u00f9 oscuri. Si procacci\u00f2 cos\u00ec il nome di &#8220;apostolo dei poveri&#8221;. Fra Benedetto predicava in maniera da essere inteso da tutti e flagellava i vizi senza rispetto umano. Faceva speciali orazioni per i peccatori ostinati. Il suo confessionale era assiepato di continuo da penitenti tanto che non si riusciva a capire come facesse a sostenere tante fatiche e ad essere fedele alle pratiche di piet\u00e0. Avendo avuto da Dio il dono dei miracoli, guariva i malati col segno della croce, al tocco della mano, impartendo loro la benedizione con il reliquiario che portava sempre con s\u00e9. Era industriosissimo nel tenere nascosti i carismi ricevuto da Dio. Quando qualche malato andava a esprimergli la sua riconoscenza per la guarigione ottenuta, egli ne attribuiva il merito ad altri o faceva finta di non capire. Dio gli aveva pure concesso di conoscere, alla vista e all&#8217;odorato, chi era casto e chi no perch\u00e9 lo inducesse a pentimento. Oltre che dei malati, Fra Benedetto aveva una cura particolare anche dei poveri. Voleva che ad essi fosse sempre fatta l&#8217;elemosina. Durante la predicazione ingiungeva al suo compagno di non lasciarne partire alcuno senza avergli dato &#8220;se non altro qualche noce&#8221;. Quando non poteva soccorrerli, li mandava dai suoi fratelli con una lettere di raccomandazione. Non stupisce perci\u00f2 che, nel lasciare il paese in cui aveva tenuto la missione, la gente gli facesse ressa attorno per baciargli la veste o le mani, per raccomandarsi alle sue preghiere e ricevere la benedizione. L&#8217;ultima volta che ricevette l&#8217;ordine di andare a predicare la quaresima a Sassocorvaro (Pesaro) dimorava nel convento di Cagli. Per strada fu prostrato dal flusso di sangue che soffriva da alcuni anni. Cominci\u00f2 la predicazione, ma la dovette interrompere. Fu trasportato da dodici uomini, sopra un sedia, prima nel convento di Urbino e poi in quello di Fossombrone dove mor\u00ec il 30-4-1625 dopo essere stato confortato dall&#8217;apparizione di S. Filippo Neri, di cui era sempre stato devoto. Dal suo corpo si sprigion\u00f2 un soave olezzo di gigli e viole. I fedeli accorsero in massa a dargli l&#8217;estremo saluto. Era tanta 1a venerazione che avevano di lui che giunsero al punto di tagliuzzare persino i calli che aveva ai piedi pur di averne una reliquia. Pio IX beatific\u00f2 Fra Benedetto da Urbino il 15-1-1867. I suoi resti mortali sono conservati nel convento di Monte Sacro. Il beato scrisse alcuni opuscoli ascetici, inni, sonetti e lettere varie che si conservano nella biblioteca Passionei di Fossombrone.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff3300;\"><br \/>\nAutore:\u00a0<\/span><span>Guido Pettinati<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><b>LITURGIA DELLA PAROLA<\/b><\/span><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><\/p>\n<p><\/span><b><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\">Prima Lettura<\/span><\/b><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><b>\u00a0<\/b>\u00a0\u00a0At 14, 19-28<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"color: #ff0000; font-family: Book Antiqua;\">Riferirono alla Chiesa quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.<\/span><span style=\"font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><span style=\"color: #ff0000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><\/p>\n<p><\/span><\/span>Dagli Atti degli Apostoli<br \/>\nIn quei giorni, giunsero [a Listra] da Anti\u00f2chia e da Ic\u00f2nio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della citt\u00e0, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alz\u00f2 ed entr\u00f2 in citt\u00e0. Il giorno dopo part\u00ec con B\u00e0rnaba alla volta di Derbe.<br \/>\nDopo aver annunciato il Vangelo a quella citt\u00e0 e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Ic\u00f2nio e Anti\u00f2chia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede \u00abperch\u00e9 \u2013 dicevano \u2013 dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni\u00bb. Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.<br \/>\nAttraversata poi la Pis\u00ecdia, raggiunsero la Panf\u00eclia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Att\u00e0lia; di qui fecero vela per Anti\u00f2chia, l\u00e0 dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l\u2019opera che avevano compiuto.<br \/>\nAppena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.<span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><b><span style=\"font-family: 'Book Antiqua'; font-size: medium;\">Salmo Responsoriale<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Book Antiqua';\"><b>\u00a0<\/b>\u00a0 Dal Salmo 144<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><i><span style=\"font-family: 'Book Antiqua';\">I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno.<\/span><\/i><\/span><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><\/p>\n<p><\/span>Ti lodino, Signore, tutte le tue opere<br \/>\ne ti benedicano i tuoi fedeli.<br \/>\nDicano la gloria del tuo regno<br \/>\ne parlino della tua potenza.<\/p>\n<p>Per far conoscere agli uomini le tue imprese<br \/>\ne la splendida gloria del tuo regno.<br \/>\nIl tuo regno \u00e8 un regno eterno,<br \/>\nil tuo dominio si estende per tutte le generazioni.<\/p>\n<p>Canti la mia bocca la lode del Signore<br \/>\ne benedica ogni vivente il suo santo nome,<br \/>\nin eterno e per sempre.<span style=\"font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><b><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">Canto al Vangelo<\/span><\/span><\/b><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0\u00a0Lc 24,46.26<i><br \/>\nAlleluia, alleluia.<\/i><\/span><br \/>\n<\/span><\/span>Il Cristo doveva patire e risorgere dai morti,<br \/>\ned entrare cos\u00ec nella sua gloria.<span style=\"font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><i><span style=\"color: #800000; font-size: medium;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Alleluia.<\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #800000;\"><b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.maranatha.it\/images\/crs4.jpg\" width=\"23\" height=\"18\" border=\"0\" \/>Vangelo\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Gv 14,27-31<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ff0000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\">Vi do la mia pace.<\/span><span style=\"color: #800000; font-family: Book Antiqua; font-size: medium;\"><\/p>\n<p><\/span><\/span>Dal vangelo secondo Giovanni<br \/>\nIn quel tempo, disse Ges\u00f9 ai suoi discepoli:<br \/>\n\u00abVi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d\u00e0 il mondo, io la do a voi.<br \/>\nNon sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: \u201cVado e torner\u00f2 da voi\u201d. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perch\u00e9 il Padre \u00e8 pi\u00f9 grande di me. Ve l\u2019ho detto ora, prima che avvenga, perch\u00e9, quando avverr\u00e0, voi crediate.<br \/>\nNon parler\u00f2 pi\u00f9 a lungo con voi, perch\u00e9 viene il pr\u00ecncipe del mondo; contro di me non pu\u00f2 nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, cos\u00ec io agisco\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":11833,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"aside","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[99],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25514"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25514"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25515,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25514\/revisions\/25515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11833"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.padreguglielmo.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}