Messa quotidiana

Omelia 24-11-14

 

L’eterno riposo dona loro o Signore, splenda ad essi la luce perpetua riposino in pace. Amen

Ss. ANDREA DUNG-LAC e C. MARTIRI
Memoria – Sec. XVIII e XIX

Il calendario liturgico ricorda oggi 117 martiri vietnamiti canonizzati da Giovanni Paolo II nel 1988 e già beatificati in quattro riprese: 64 nel 1900 da Leone XIII, 8 nel 1906 e 20 nel 1909 da san Pio X, 25 nel 1951 da Pio XII.

Le varie epoche storiche dal primo annuncio del Vangelo nel sec. XVI alla grande persecuzione che infuriò nel sec. XIX in Tonchino, Annam e Cocincina (oggi Vietnam) furono contrassegnate dalla comunione nel martino che vide associati europei e indigeni.
Nella canonizzazione e nella Liturgia delle Ore vengono segnalati all’attenzione della Chiesa questi nomi: i vietnamiti Andrea Dung-Lac, presbitero (+ 1839), Tommaso Tran-Van-Thien, seminarista (+ 1838), Emanuele Le-Van-Phung, catechista e padre di famiglia (+ 1859), i domenicani della provincia spagnola del Santo Rosario: Girolamo Hermosilla, Vicario apostolico del Tonchino Orientale (+ 1861), Valentino Berrio Ochoa, vescovo (+ 1861) il cui epistolario ispirò santa Terena di Lisieux a pregare e offrirsi per le missioni.
Inoltre viene riportata nell’Ufficio delle letture una lettera del presbitero Paolo Le-Bao-Tihn (+ 1857) che rende in modo mirabile l’esperienza e la grazia dei martirio.

La partecipazione dei martiri alla vittoria del Cristo capo

Dall’epistolario di San Paolo Le-Bao-Tihn agli alunni del Seminario di Ke-Vinh nel 1843. (Launay A., Le clergé tonkinois et ses prêtres martyrs, MEP, Paris 1925, pp.80-83).
Io, Paolo, prigioniero per il nome di Cristo, voglio farvi conoscere le tribolazioni nelle quali quotidianamente sono immerso, perché infiammati dal divino amore, innalziate con me le vostre lodi a Dio: eterna è la sua misericordia (Sal 135,3).
Questo carcere è davvero un’immagine dell’inferno eterno: ai crudeli supplizi di ogni genere, come i ceppi, le catene di ferro, le funi, si aggiungono odio, vendette, calunnie, parole oscene, false accuse, cattiverie, giuramenti iniqui, maledizioni e infine angoscia e tristezza. Dio, che liberò i tre giovani dalla fornace ardente, mi è sempre vicino; e ha liberato anche me da queste tribolazioni, trasformandole in dolcezza: eterna è la sua misericordia.
In mezzo a questi tormenti, che di solito piegano e spezzano gli altri, per la grazia di Dio sono pieno di gioia e letizia, perché non sono solo, ma Cristo è con me. Egli, nostro maestro, sostiene tutto il peso della croce, caricando su di me la minima e ultima parte: egli stesso combattente, non solo spettatore della mia lotta; vincitore e perfezionatore di ogni battaglia.
Sul suo capo è posta la splendida corona di vittoria, a cui partecipano anche le sue membra.
Come sopportare questo orrendo spettacolo, vedendo ogni giorno imperatori, mandarini e i loro cortigiani, che bestemmiano il tuo santo nome, Signore, che siedi sui Cherubini (cf. Sal 79,2) e i Serafini?
Ecco, la tua croce è calpestata dai piedi dei pagani! Dov’è la tua gloria? Vedendo tutto questo preferisco, nell’ardore della tua carità, aver tagliate le membra e morire in testimonianza del tuo amore.
Mostrami, Signore, la tua potenza, vieni in mio aiuto e salvami, perché nella mia debolezza si è manifestata e glorificata la tua forza davanti alle genti; e i tuoi nemici non possano alzare orgogliosamente la testa, se io dovessi vacillare lungo il cammino.
Fratelli carissimi, nell’udire queste cose, esultate e innalzate un perenne inno di grazie a Dio, fonte di ogni bene, e beneditelo con me: eterna è la sua misericordia. L’anima mia magnifichi il Signore e il mio spirito esulti nel mio Dio, perché ha guardato l’umiltà del suo servo e d’ora in poi le generazioni future mi chiameranno beato (cf. Lc 1,46-48).
Lodate il Signore, popoli tutti; voi tutte, nazioni, dategli gloria (Sal 116,1), poiché Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole, per confondere i potenti (cf. 1 Cor 1,27). Con la mia lingua e il mio intelletto ha confuso i filosofi, discepoli dei saggi di questo mondo: eterna è la sua misericordia.
Vi scrivo tutto questo, perché la vostra e la mia fede formino una cosa sola. Mentre infuria la tempesta getto l’ancora fino al trono di Dio: speranza viva, che è nel mio cuore.
E voi, fratelli carissimi, correte in modo da raggiungere la corona (cf. 1 Cor 9,24); indossate la corazza della fede (cf. 1 Tess 5,8), brandite le armi del Cristo, a destra e a sinistra (cf. 2 Cor 6,79), come insegna san Paolo, mio patrono. E’ bene per voi entrare nella vita zoppicanti o con un occhio solo (cf. Mt 18,8-9), piuttosto che essere gettati fuori con tutte le membra.
Venite in mio soccorso con le vostre preghiere, perché possa combattere secondo la legge, anzi sostenere sino alla fine la buona battaglia, per concludere felicemente la mia corsa (cf. 2 Tim 4,7).
Se non ci vedremo più nella vita presente, questa sarà la nostra felicità nel mondo futuro: staremo davanti al trono dell’Agnello immacolato e canteremo unanimi le sue lodi esultando in eterno nella gioia della vittoria. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Ap 14, 1-3.4-5
Recavano scritto sulla fronte il nome di Cristo e il nome del Padre suo.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo.
E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.
Essi sono coloro che seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 23
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore. 

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Canto al Vangelo   Mt 24,42
Alleluia, alleluia.

Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.

Vangelo   Lc 21, 1-4
Vide una vedova povera, che gettava due monetine.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».