Configurazione a Cristo

Tra le testimonianze più complete, più profonde e
più toccanti per definire la persona, la santità e la missione
di Padre Pio è quella del Cardinale Lercaro, grande amico
e conoscitore dell’umile stimmatizzato.
Egli racchiude il suo pensiero in tre parole: orante,
crocifisso, apostolo.
“In Padre Pio questo impegno di ascesi fu costante,
e, come nell’apostolo Paolo, ebbe il suo suggello luminoso
nella condivisione della croce.
Nel mio primo incontro lo trovai nel coretto dell’antica
chiesa delle Grazie, al suo luogo di preghiera.
Ne fui contento tanto, anche se la cosa ritardava il
mio colloquio con lui, che ovviamente non volevo sottrarre
al colloquio con Dio. Mi parve che proprio così, in preghiera,
lo si dovesse trovare.
La Messa antelucana in mezzo all’assemblea affollata
e pur tanto raccolta e quasi rapita, e l’orazione silenziosa
nel coretto deserto, erano infatti le radici di quella forza
soprannaturale che irrobustiva la sua parola illuminata,
burbera, talora dura, ma tanto suasiva e tanto confortante.
Padre Pio fu una preghiera continua, una supplica
persistente al Padre per presentargli con Cristo, in Cristo
e per Cristo, le necessità e i dolori, le speranze e le ansie
della Chiesa e del mondo.
Nel suo sacerdozio, la mediazione dell’Unico Mediatore
si attuava con l’incessante offerta che lo univa alla
vittima dell’altare.
Il Signore gli offriva a firmare un assegno in bianco.
Il suo servo firmò.
E Dio vi scrisse una cifra incalcolabile da pagare.
E Padre Pio … pagò fino all’ultimo spicciolo con una
vita orribilmente crocifissa: crocifissa nella carne, nello
spirito, nelle attività del suo apostolato.
La configurazione di Padre Pio con Cristo si rende
luminosa soprattutto nella sofferenza. La sua vita è una
passione, e gli accostamenti alla sofferenza del Salvatore
sono anche troppo evidenti” (cfr Discorso del Cardinal Lercaro in
commemorazione di Padre Pio, 8 dicembre 1968).
Fernando da Riese completa queste affermazioni.
“È in questo mistero della croce, accettato da Padre
Pio, che si attua la sua santificazione e che si incunea il
mistero della salvezza delle anime, la missione di «santificare».
Gli «altri» non dettero mai pace a Padre Pio.
Se egli si costatava religioso e, ancor più, sacerdote,
confessore, crocifisso, era soprattutto per gli altri. Salvare
gli altri: questa la sua difficile missione, la cui attuazione
gli domanderà tutto.
Già nell’anno della consacrazione sacerdotale, aveva
chiesto, perché lo sentiva come «un bisogno», come
«una forte passione», di offrirsi al Signore «vittima per i
poveri peccatori», sino a scongiurare il Dio della giustizia
e della misericordia a «voler versare» sopra di lui «i castighi
che sono preparati sopra dei poveri peccatori» (Ep. I, p.
206).
Padre Benedetto gli aveva detto: «Patisci, gemi e
prega per gli iniqui della terra».
Ancora nel settembre 1912, a due anni dalla consacrazione
sacerdotale, vide assai chiara la sua posizione.
A Padre Agostino confidò: «Egli si sceglie delle anime
e tra queste, contro ogni mio demerito, ha scelto anche
la mia per essere aiutato nel grande negozio dell’umana
salvezza»” (Fernando Da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, pp. 175-177).
 
P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 65-66-67-68