Poesie

San Serafino da Montegranaro

Rel. francescano cappuccino – Montegranaro (AP) 1540
+ Ascoli Piceno 12 ottobre 1604

Serafino nacque da Girolamo Rapagnano e da Teodora
Giovannuzzi, di umili condizioni, ma cristiani ferventi.
Lavorò per un certo tempo in qualità di garzone
presso un contadino alla custodia
del gregge.
A 18 anni chiese di entrare nel convento di Tolentino.
Dopo alcune difficoltà, fu accolto come religioso fratello
nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fece il
noviziato a Jesi.
Peregrinò per tutti i conventi delle Marche, perché, nonostante
la buona volontà e la massima attenzione, non riusciva
ad accontentare né superiori, né confratelli, che non
gli risparmiarono umiliazioni.
Nel 1590 San Serafino si stabilì definitivamente ad
Ascoli Piceno.
Fu canonizzato da Clemente XIII il 16 luglio 1767.

Ti volle Dio su ripida salita.
La volontà tenace e l’attenzione
non eran sufficienti a mitigare
la foga dei rimproveri continui.

Fu giorno di letizia quando dissero:
– T’accetta San Francesco, puoi venire.
Fra queste sacre mura tu vivrai,
felice di servire il buon Signore -.

Non eri più il garzone d’un padrone
a cui dovevi a sera render conto
del gregge, che fra ripidi pendii,
o lungo i vasti campi, pascolavi.

Nell’ombra del convento c’è silenzio.
In chiesa trovi sempre il buon Gesù
e la Madonna col Bambino in braccio
ben lieta d’esaudir le tue preghiere.

Ti ripagava Lei col suo sorriso
di tutto lo sconforto e l’amarezza,
che ti passava, come spada il cuore,
poiché t’accusavan sempre di sbagliare.

Talvolta tanto pesano i rimproveri,
che ti vergogni d’essere con gli altri.
Invano la coscienza ti conforta.
Sei lieto di qualunque penitenza.

Ti sembra meritato ogni castigo
e ne richiedi ancora più severi.
Durò per tutto il corso della vita
questo supplizio pieno di mistero.

I più svariati ceti di persone
al solo avvicinarsi trovan pace.
I tuoi consigli cercano bramosi,
l’esortazione tua li persuade.

Odi e rancori fuggono dal cuore
nel momento in cui tu li benedici.
Hai ricevuto il dono dei miracoli
e ne fai parte al popolo di Dio.

Contempli senza velo i suoi misteri
e sempre più tu cresci in umiltà.
Oh! L’alfabeto è troppo complicato.
Hai detto che tu leggi sol due libri.

Il primo è il Crocifisso: quelle piaghe
ci stanno a dir l’amore di Gesù!
È l’altro la corona del rosario
per consolare il cuore della Madre.

All’improvviso chiedi il santo viatico.
Ognuno si stupisce: – Tu stai bene! –
Sorella morte irrompe: tu sei pronto.
San Serafino, in Cielo leggi tutto!

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuoso, Vol. III, pp 302-303-304