Testimone

Tre chiodi

Padre Pellegrino accompagnando Padre Pio dalla cella in chiesa e viceversa, ed anche restando a conversare
con lui, gli poneva tante domande.
Padre Pio ascoltava con attenzione e rispondeva con la calma e la sapienza dei santi.
Padre Pellegrino sottolineava che molte volte gli poneva questioni teologiche o di carattere sociale, non senza
aria polemica e provocatoria.
Una mattina, mentre tornava dalle confessioni, Padre Pio sembrava addolorato. Richiesto del perché, ha risposto: “Questa mattina ho assistito ad una Messa di quindici minuti. Povero Gesù! Sull’altare sembra quasi d’impiccio.
A casa sua è trattato peggio di un forestiero!”.
Un’altra volta Padre Pio dice: “Tu mi prendi in giro per questi buchi e dici che per questi mi fanno passare
tanti guai.
Anche tu hai tre chiodi: sono i voti di castità, obbedienza e povertà e se non ti fanno male è un guaio! …”.
Una mattina si avvicina una suora al Padre e gli dice: “Padre, voglio offrirmi vittima a Gesù per la salvezza dei
peccatori”.
Padre Pio le risponde: “Sorella, noi religiosi già siamo vittime: non possediamo niente, siamo al servizio
degli altri, dobbiamo essere sottomessi ai Superiori per fare la volontà di Dio”.
Poi rivolto a Padre Pellegrino aggiunse: “L’obbedienza alle direttive della Chiesa e alla volontà dei Superiori è stato il mio rifugio anche e soprattutto nei momenti più difficili della mia vita sacerdotale e cappuccina.
La sofferenza nell’obbedire è la gioia più sicura”.
È una questione di fede.
Gesù dice che è venuto per fare la volontà del Padre: “Faccio sempre quello che piace a Lui” (Gv 8,29).
Questa sottomissione trasforma in vittoria ogni battaglia.
Padre Pellegrino venne a Pescara e con me a Castiglione a Casauria quando morì il dottor Federico D’Alfonso, che curò per molti anni i malati raccomandati a lui da Padre Pio.
Non solo lo faceva gratis, ma procurava egli stesso le medicine.
Concelebrammo nella cappella di famiglia nel cimitero di Castiglione a Casauria.
Padre Pellegrino morì improvvisamente due mesi dopo.

P. G. Alimonti, OFM Cap, “Raggi di sole”, Vol. 1, pp 183-184