Il giovane pellegrino

Il giovane pellegrino.

Mary Pyle raccontò a Dorothy M. Gaudiose venuta dalla Pennsylvania – in seguito sua segretaria e biografa –
questo interessante episodio accaduto nella sua abitazione di San Giovanni Rotondo.
Dorothy scrive: “Un giorno, nel 1950, arrivò a San Giovanni Rotondo un giovane che portava una croce di
legno su cui aveva segnato i nomi dei luoghi e dei santuari da lui visitati, come pure i nomi delle persone incontrate.
Disse che stava compiendo un pellegrinaggio, e, dopo che Mary gli ebbe dato qualcosa da mangiare, le
chiese se poteva trascorrere lì la notte.
Mary fu colta alla sprovvista.
Dietro suggerimento della polizia locale, lei faceva pernottare in casa sua soltanto delle donne, perché ospitare
degli uomini poteva essere rischioso.
Ma questa volta Mary si sentiva disposta a fare un’eccezione. “Bene, – disse a una donna della famiglia – è
l’Anno Santo, e il giovane è in pellegrinaggio.
Domani riprende il suo viaggio; quindi gli permetteremo di pernottare qui. Possiamo dargli un materasso da
mettere sul pavimento in cucina”.
Quello stesso giorno, arrivò una donna dagli Stati Uniti.
Dopo cena, ella salì di sopra per andare a dormire,
ma dimenticò di aver posato la sua borsa, che conteneva una grossa somma di denaro, in un angolo della cucina.
Durante la notte, il giovane pellegrino rubò la borsa e all’alba, mentre gli altri ancora dormivano, se ne andò.
Come si può immaginare, vi fu grande dispiacere nello scoprire il furto.
Ma l’aspetto più strano della faccenda apparve quando il giovane, anziché tenersi la borsa e il denaro, si recò
alla polizia e chiese di essere arrestato, dicendo: “Sono un ladro. Arrestatemi e tenetemi in prigione”.
Durante l’interrogatorio, la polizia venne a sapere dove aveva trascorso la notte precedente.
Più tardi, due agenti di polizia condussero il reo confesso alla casa di Mary Pyle, dove ebbero conferma
del furto e dell’identificazione del ladro. La polizia disse a Mary che era stata avvertita di non far pernottare degli
uomini in casa sua, e che non aveva alcuna autorizzazione a ospitarli e, peggio ancora, aggiunsero che ella era passibile di multa per averlo fatto.
Tra il serio e il faceto, Mary disse ai poliziotti: “È davvero buffo. Voi rilascereste in libertà l’uomo che ha derubato la mia ospite, ma mettereste in prigione la persona che ha compiuto un atto di carità!”.
Il giovane restituì il denaro insieme alla borsa.
La Polizia chiese alla signora americana se volesse sporgere denuncia.
“No, – rispose – ha restituito tutto ciò che ha rubato, perciò non intendo dar seguito alla cosa”.
“La croce è per te un lasciapassare molto comodo, caro giovanotto, – gli disse Mary – lasciala qui: e ora te ne
puoi andare!
Qualche tempo dopo, si viene a sapere che il giovane aveva compiuto un furto a Ravenna” (Doroty M. Gaudiose,
“Maria l’americana” pp 129-130).

P. G. Alimonti OFM cap. Raggi di sole, Vol. 1, pp 169-170