Mi fanno vivere

MI FANNO VIVERE

(San Giovanni Rotondo 19 aprile 2010)

Splendore della gloria
è l’oro della cripta.
È simbolo del cielo,
che adesso coi beati,
t’accoglie e ti onora.

È l’oro dell’amore,
quel fuoco, che divampa
dal Cristo Crocifisso.
L’accese Dio per te.
L’accendi tu per noi.

T’investe, Padre mio.
T’avvolge della luce,
che sfolgora sul Tabor.
Ti fa profeta e legge
e ti propone al mondo.
Vivesti, Padre caro,
perenne cireneo,
portando sulle spalle
il peso del peccato,
l’annuncio del perdono.

Compiuta la missione,
ti volle Dio con sé.
Rimani quarant’anni
sepolto sotto il marmo.
Abbiamo atteso tanto!

Restituito a noi,
visibile nell’urna,
t’abbiamo venerato.
La chiesa grande è pronta:
sarà la nuova casa.

Rapiscono i mosaici
in sacre dissolvenze:
Gesù, Francesco e tu.
Ammiro con incanto
la fede, il genio e l’arte.

Nell’urna sei celato.
Fatico a veder l’urna.
Mi chino e chiudo gli occhi,
col cuore ti raggiungo
e resto accanto a te.

Ti parlo come allora.
Ti chiedo di guardarmi,
ti chiedo d’abbracciarmi,
ti chiedo il bacio santo
e il sacro tuo perdono.

Rinnovo il pentimento.
Rinnovo i miei propositi.
Ti metto nelle mani
i pochi miei rosari.
E questo mi dà pace.

La mia memoria corre
all’umile celletta.
Trovavo il paradiso.
T’aprivo il cuore stanco.
Mi davi il tuo sorriso.

Ancor mi fanno vivere
il tono della voce,
il cenno della mano,
lo sforzo dei tuoi passi,
la tua benedizione.

P. G. Alimonti, I Colori del vespro, vol. 2, pp. 260-2