Omelia 20-10-14

Maria, Regina del Rosario, prega per noi

BEATO GIACOMO DEGLI STREPAR

Un infaticabile apostolo della Polonia e della Russia fu, durante il XIV secolo, Giacomo Strepar o Strzemie (italianizzato in Strepa) che, ricco di nascita, mise in pratica l’invito rivolto da Gesù al giovane ricco dei Vangeli: lasciare tutti i propri beni e mettersi alla sua sequela.
Giacomo nacque nella diocesi di Cracovia, da una nobile famiglia polacca, intorno all’anno 1340. Era molto giovane quando, affascinato dall’ideale francescano, entrò in un convento di Frati Minori. Si aggregò alla Società dei Frati Pellegrini, composta sia da Francescani che da Domenicani e, con un forte anelito missionario, si prefisse come meta l’Ucraina. Fu eletto guardiano del convento di Leopoli (città fondata nel 1250 circa) in un momento travagliato della storia ecclesiastica di quella città. Vi erano infatti contrasti tra il clero diocesano e i religiosi, e tra cattolici e ortodossi. Ricoprendo, inoltre, la carica di inquisitore della fede in Rutenia, per dieci anni il suo apostolato fu instancabile.
Nel pieno della maturità gli si prospettò una nuova grande missione: predicare la Parola di Cristo in Russia. Tale fu il successo che venne nominato vicario generale e poi vescovo di Halicz, sede vescovile che sarà in seguito trasferita a Leopoli. Fra Giacomo aveva cinquantadue anni.
Infaticabile, il novello vescovo impiegò tutte le sue forze, con un impegno straordinario, per il bene della diocesi. Costruì chiese nei luoghi più remoti ed eresse parrocchie, affidandole a sacerdoti di provate virtù, giunti a volte, appositamente, dalla Polonia. Attento alle necessità dei poveri e dei luoghi di culto, devolse a tali scopi le rendite del vescovado. Si impegnò nella costruzione di monasteri, di scuole e ospedali. A piedi, senza alcun onore, col semplice saio francescano, visitò ogni comunità. Fu esempio d’umiltà, accompagnando l’apostolato attivo con penitenze personali. In ogni azione era spinto da una grande fede interiore, trasmettendo le sue devozioni per il Santissimo Sacramento e per la Madonna. Istituì l’adorazione perpetua e raffigurò la Vergine nello stemma vescovile, invitando a recitare quotidianamente il Rosario. Tanto zelo portò i frutti di un diffuso risveglio religioso del popolo. Il frate vescovo manteneva immutata l’indole missionaria verso gli atei e verso gli ortodossi, desiderando con forza l’unità dei cristiani mentre, per l’alta autorità morale, veniva nominato senatore del Consiglio di Patria. In tale veste dava suggerimenti pratici per l’amministrazione della città, trovandosi un giorno a fronteggiare persino le incursioni dei barbari.
Morì il 20 ottobre 1409 ricevendo per i suoi eccezionali meriti, anche civili, il titolo di “protettore del regno, difensore e custode della patria”. Tale era considerato da tutti.
Il corpo, col saio e le insegne vescovili, fu sepolto nella chiesa dei francescani. Vasta la fama di santità, continui i pellegrinaggi alla sua tomba, mentre si verificavano miracoli per sua intercessione. Dieci anni dopo la morte si riesumò il corpo che apparve incorrotto. Il culto, diffuso in Polonia, Lituania e in Russia, fu confermato da Papa Pio VI l’11 settembre 1790.
Oggi le sue reliquie sono venerate nella cattedrale di Leopoli (L’viv), l’importante città ucraina ricca di storia e cultura che ha tra i suoi padri proprio il nobile frate venuto dalla Polonia.

PREGHIERA
O Dio,
che con le fatiche apostoliche del vescovo Beato Giacomo degli Strepa
hai posto nella chiesa di Polonia e di Russia i germi della fede,
per sua intercessione donaci di vivere in modo autentico
la nostra vocazione cristiana.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Ef 2, 1-10
Ci ha risuscitati con Cristo e con lui ci ha fatti sedere nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli.
Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri.
Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.
Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 99
Salvàti dall’amore, cantiamo un canto nuovo. 

Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.

Buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.  

Canto al Vangelo   Cf Mt 6,19.20 
Alleluia, alleluia.

Non accumulate tesori sulla terra, ma nel cielo,
perché è là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
Alleluia.

Vangelo   Lc 12, 13-21
Quello che hai preparato di chi sarà?

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla gli disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni».
Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?
Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».