Omelia 8-12-13

Maria Vergine e Madre Immacolata prega per noi

L’Immacolata

Meditazione di Padre Pio

Maria è tutta la ragione della mia speranza
S. Bernardo
(massima scritta sulla cella di P. Pio, n. 5)

Prevenuta dalla grazia per Colui che sarà il Salvatore dell’umanità caduta nella colpa, l’Immacolata esce dalla mente di Dio pura e brillerà quale Stella Mattutina sulla umanità che fissa in Lei lo sguardo, perché guidi i nostri passi verso il Sole Divino Gesù, che irradiandola con il suo splendore divino, ce l’addita quale modello di purezza e di santità…
Rivestita di grazia sin dal suo Concepimento è per questo che cresce in grazia e beltà. Dopo Dio, Lei, per grazia, è la perfettissima, superiore agli Angeli per la sua purezza. Dio in Maria si compiace per essere la più somigliante a Lui, la sola degna depositaria dei divini segreti.
Precede nell’ordine di natura il Sole Divino Gesù, e nell’ordine di grazia, il Sole Gesù precede Lei, la purissima, che dal Sole Divino riceve ogni purezza, ogni luce, ogni beltà.
Tutto è tenebre e oscurità di fronte a questa luce purissima, che rinnova il creato per Colui che porterà nel suo Seno, come rugiada nella rosa.
Tutto fa capo al suo Concepimento Immacolato: per questo dono unico e singolare riceve a profusione la Grazia Divina, e per la sua corrispondenza se ne rende degna di riceverne sempre delle maggiori.
ppiomadonnaMadre mia purissima, l’anima mia poverissima tutta ricolma di miserie e peccati, fa appello al tuo Cuore Materno, affinché nella tua bontà Ti degni riversare su di me un poco almeno di quella grazia che si profuse in Te, senza restrizione, ma abbondante, piena, dal Cuore di Dio; e da questa tua grazia accompagnato, mi riesca servire ed amare meno imperfettamente quel Dio, che occupò pienamente il tuo Cuore e del tuo Corpo ne fece il suo Tempio fin dal primo istante del tuo Immacolato Concepimento.
Le Tre Divine Persone concorrono a profondere tutte le prerogative, tutti i favori, tutte le grazie, tutta la santità su questa sublime Creatura…
Madre mia, come mi sento confuso così carico di colpe di fronte a Te, purissima Immacolata fin dal primo istante del Tuo Concepimento…Abbi pietà di me; uno sguardo tuo materno mi rialzi, mi purifichi, mi elevi a Dio, sollevandomi dal fango della terra, per assurgere a Colui che mi creò, mi generò nel santo Battesimo, ridonandomi quella bianca purissima veste dell’ innocenza, che il peccato d’origine aveva deturpato. Che io Lo ami, o Madre mia! Infondi in me quell’amore che ardeva nel tuo Cuore per Lui, in me che, ricoperto di miserie, ammiro in Te il Mistero del tuo Immacolato Concepimento, e che ardentemente bramo che, per Esso, Tu mi renda puro il cuore per amare il mio e tuo Dio, pura la mente per contemplarlo, adorarlo e servirlo in spirito e verità, puro il corpo, affinché sia un suo Tabernacolo meno indegno di possederlo, quando si degnerà venire in me nella Santa Comunione.
Anche noi, rigenerati nel Santo Battesimo, corrispondiamo alla grazia della nostra vocazione ad imitazione dell’Immacolata nostra Madre, applicandoci incessantemente, per sempre meglio conoscere Dio, servirlo ed amarlo.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Gn 3,9-15.20
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Gènesi
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 97
Cantate al Signore un canto nuovo,
perchè ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

 
Seconda Lettura
  Ef 1,3-6.11-12
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Canto al Vangelo  Cfr. Lc 1,28
Alleluia, alleluia.

Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.

Vangelo Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.