Quest’ultima parola

O povera adultera,
tu non pensi al perdono.
Come chi ti condanna,
t’aspetti sol la morte.

Colui che sta davanti a te
ti deve giudicare.
E tu, in mezzo, aspetti
il tragico verdetto.

Ma dopo il silenzio,
l’esame collettivo.
Ti lasciano da sola:
son tutti peccatori!

Potresti pur fuggire;
compunta, resti lì.
“Va, non peccare più:
parola di Gesù!”

Tu, figlio scialacquone,
ritorni da tuo padre.
Non vuol saper perché;
t’abbraccia e fa festa.

Pecorella smarrita,
ti cerca il buon pastore.
Ti mette sulle spalle
e torni all’ovile.

Tu innamorato Pietro,
sei generoso e incauto.
Ti fidi di te stesso,
rinneghi il Maestro.

Per tutta la tua vita
quell’ora piangerai.
Poi, forte nella fede,
confermi i tuoi fratelli.

Tu, pubblicano, supplica
con umiltà il Signore.
Di te avrà pietà
e vai giustificato.

Tu, tronfio fariseo,
racconta la tua storia.
L’insulsa autostima
ti rende più spregevole.

E tu, ladrone in croce,
affidati a Lui,
che muore accanto a te
nell’abbandono al Padre.

“Sarai oggi stesso
con me in paradiso!”
Anch’io vorrei da Lui
quest’ultima parola.

P. G. Alimonti OFM cap, La mente e il cuore, inedita