Santa Messa 14-10-20

 

SAN CALLISTO I

Papa

m. 222

Secondo il Catalogo Liberiano – una lista cronologica dei Papi fino a Papa Liberio, contenuta nel cosiddetto Cronografo del 354, a sua volta una raccolta di testi prevalentemente cronografici (elenchi, cronache, descrizioni varie) compiuta nel 354 – il pontificato di Papa Callisto inizia nel 218 e termina nel 222. La fonte principale da cui attingere notizie sul suo pontificato è un’opera denominata Èlenchos, nota anche come Refutatio omnium haeresium o Philosophoumena; è necessario subito premettere che l’Èlenchos è un’opera apertamente ostile a Callisto: il suo autore ne è un nemico e quindi solo indirettamente e cercando di discernere il vero dal falso è possibile ricavare notizie attendibili.

Non proprio gentleman 
Le prime notizie sulla vita di Callisto possono aiutare a comprendere il suo pontificato, caratterizzato dalla misericordia verso i peccatori. Il nostro era originariamente uno schiavo, schiavo di un tale Carpoforo, un cristiano liberto della casa dell’imperatore. Questi affidò a Callisto una grossa somma di denaro per fargli aprire una banca, nella zona romana della «Piscina Publica»: vedove e cristiani cominciarono ad affidare con fiducia i loro risparmi a Callisto. Ma – secondo il racconto dell’Èlenchos – questi si viene a trovare in difficoltà, «avendo dissipato tutto». Temendo la reazione del padrone, Callisto cerca di fuggire, ma viene preso e messo a girare la macina. Carpoforo gli dà un’altra possibilità per restituire il denaro che aveva preso in consegna, ma Callisto si trova nuovamente in cattive acque perché non è in grado di restituire nulla e compie uno strano gesto: va di sabato nella sinagoga e disturba la cerimonia. Una congettura porterebbe a pensare che l’intento di Callisto era quello di farsi arrestare, per liberarsi della pressione di Carpoforo. I giudei portano Callisto davanti al praefectus urbi Fusciano, accusandolo di avere impedito il loro culto. Carpoforo interviene difendendo, nel proprio interesse, il debitore insolvente, ma Fusciano, dando ascolto ai giudei, condanna Callisto ad metalla in Sardegna.

Il perdono e il cammino 
Quando Marcia, concubina di Commodo e probabilmente cristiana, richiede al Vescovo di Roma e Pontefice Vittore un elenco dei martiri cristiani condannati alle miniere per provvedere benevolmente alla loro scarcerazione, Vittore provvede ma non include nell’elenco Callisto. Un sacerdote di nome Giacinto viene mandato in Sardegna con la lettera di scarcerazione: Callisto lo supplica di inserirlo nella lista e così riesce a tornare a Roma. Viene sostanzialmente perdonato per il suo passato e recuperato alla comunità cristiana, ma per prudenza viene allontanato da Roma. Da allora, prima durante l’episcopato di Vittore e poi durante l’episcopato del nuovo pontefice Zefirino, Callisto dovette maturare ed acquistare una posizione importante all’interno della comunità cristiana di Roma; infatti, dopo la morte di Vittore, Callisto è nominato diacono e personale consigliere dal nuovo vescovo Zefirino. Fino alla importante nomina di amministratore del patrimonio ecclesiastico e successivamente, intorno al 200, preposto al cimitero sulla via Appia – il cimitero “ufficiale” della comunità romana, cimitero papale perché vi trovarono sepoltura gli stessi vescovi di Roma per circa un secolo – che da lui prenderà il nome. «Si tratta di un momento fondamentale per la storia della comunità cristiana di Roma: è l’atto di nascita ufficiale di un cimitero comunitario, la cui concreta e visibile specificità è nel sostanziale mutamento di statuto: un cimitero non più gentilizio o corporativo, ma della comunità, e dunque aperto alla accoglienza di tutti i fratelli di fede, indipendentemente dalla loro estrazione sociale», scrive Emanuela Prinzivalli.

La dottrina 
Morto Zefirino, Callisto viene eletto al suo posto come Vescovo di Roma. Il nuovo Papa dovette affrontare problemi di natura dottrinale, considerando che nella comunità cristiana coesistevano da questo punto di vista orientamenti diversi. Callisto ebbe l’abilità di porsi in posizione mediana rispetto alle varie ed opposte fazioni, con l’obiettivo precipuo di assicurare l’unità dottrinale della Chiesa. Qual era dal punto di vista dottrinale la posizione di Callisto? Leggiamo nell’Èlenchos le seguenti parole, sostanzialmente corrispondenti al suo pensiero, anche se forse un poco rimaneggiate: «Il Logos è Figlio, e il medesimo è certo chiamato anche col nome di Padre, ma perché è una cosa sola lo spirito indiviso. Non è una cosa il Padre e un’altra cosa il Figlio, ma sono una sola e medesima cosa. E ogni realtà è ripiena di spirito divino, quella superiore e quella inferiore. E lo spirito che si è fatto carne nella Vergine non è altro dal Padre, ma è uno solo e medesimo. Questo significa ciò che è stato detto: “Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?” (Giovanni 14, 10). Infatti ciò che si vede, cioè l’uomo, questo è il Figlio, mentre lo spirito ch’è disceso nel Figlio questo è il Padre. Dunque non affermerò due dei, il Padre e il Figlio, ma uno solo. Il Padre venuto in lui e assunta la carne la divinizzò unendola a sé e facendola una cosa sola, così che si chiama Padre e Figlio il solo Dio e questa realtà essendo un solo prosopon non può essere due e così il Padre ha compatito con il Figlio».

«Una prassi di misericordia» 
Oltre ai problemi di natura dottrinale, Callisto dovette affrontare questioni riguardanti la disciplina nella Chiesa: forse perché egli stesso era stato perdonato, la posizione del nuovo Papa è permeata di un originale e originario atteggiamento di misericordia. Callisto accoglie ogni sorta di peccatori, è indulgente con i cosiddetti “piaceri”, cerca di andare incontro ad eretici e scismatici, consente alle matrone romane di considerare come mariti legittimi uomini di classe inferiore, contrariamente alla legge civile; la sua Chiesa non è la tradizionale assemblea dei santi, è una assemblea di santi e di peccatori, e la posizione dei pastori deve essere improntata a una sostanziale misericordia. Papa Callisto desiderava una Chiesa che fosse incarnazione della misericordia di Dio: la sua Chiesa era una casa di misericordia aperta ai peccatori, che a tutti potesse offrire la possibilità della riconciliazione dopo il peccato. La sua Chiesa è permeata da «una prassi di misericordia», con una felice espressione di Emanuela Prinzivalli.

Santo nel Martirologio Romano 
Il martirio di Callisto, Papa e santo, è da considerare sicuro. La Depositio martyrum – un elenco dei martiri venerati a Roma, appartenente anch’esso al citato Cronografo del 354 del calligrafo Furio Dionisio Filocalo – indica la sua memoria al 14 ottobre e ne stabilisce la sepoltura sulla via Aurelia, al III miglio, quindi non nel cimitero callistiano ma nella cosiddetta catacomba di Calepodio. Il Martirologio Romano ricorda il santo Papa Callisto alla data del 14 ottobre: «San Callisto I, Papa, martire: da diacono, dopo un lungo esilio in Sardegna, si prese cura del cimitero sulla via Appia noto sotto il suo nome, dove raccolse le vestigia dei martiri a futura venerazione dei posteri; eletto poi Papa promosse la retta dottrina e riconciliò con benevolenza i lapsi (dal latino, “caduti”, ovvero i cristiani apostati, ndr) coronando infine il suo operoso episcopato con un luminoso martirio. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo nel cimitero di Calepodio a Roma sulla via Aurelia».


Autore:
Eugenio Russomanno

 

 

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura
   Gal 5, 18-25
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.
Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
   

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 1 
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.
 

Canto al Vangelo
  Gv 10,27
Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.

Vangelo   Lc 11, 42-46
Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».