Vicino a Padre Pio – vol. 2

vicino1Dagli anni del liceo ho tanto desiderato conoscere Padre Pio. In quel periodo lessi la biografia di San Leopoldo morto nel 1942. Ne rimasi affascinato e tuttora ho per lui una profonda devozione. Chiesi di andare da Padre Pio. Dicevo a me stesso: almeno lui è ancora vivo!
Ero pieno di rammarico per non essere vissuto ai tempi di San Francesco per poterlo conoscere di persona.
Padre Pio nel corso di quegli anni è venuto a consolarmi con sogni straordinari, vestito da celebrante e alla fine mi sorrideva benedicente.
Finalmente, da sacerdote, potei andare.
Il M.R. padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi mi presentò a Padre Pio nel corridoio del convento.
Gli disse: – Padre spirituale, questo fraticello viene dall’Abruzzo e si raccomanda alle vostre preghiere -.
Il Padre prese il mio braccio e lo strinse a sé con una forza sorprendente. Mi guardò con due occhioni pieni di luce. Mi sentii riempire di gioia e di pace. Dentro mi risuonò una voce: “Volevi conoscere San Francesco? Eccolo!”.
L’incontro con lui ha dato una svolta alla mia vita. Per suo consiglio sono rimasto in Italia, rinunziando al desiderio delle missioni in America Latina, per cui avevo già studiato la lingua spagnola.
Perché ora questi due volumi: “Vicino a Padre Pio”?
Per un potente dovere e un prepotente bisogno.
Prima di tutto è un grazie alla bontà di Dio, che mi ha portato tra le braccia del grande figlio di San Francesco. È e resta il Padre, il Maestro, l’Amico, il Confratello di cui avevo assolutamente bisogno.
Molti altri prima di me e più di me si sono nutriti a quella mensa e dissetati a quella sorgente.
Ho guardato indietro; mi sono guardato intorno e mi sono detto: ecco la felice famiglia del Padre. Cercando notizie su di essi è stato come guardarli nel volto e leggere nel cuore un segreto unico per ognuno, ma immenso per tutti.
La Chiesa e il popolo, hanno avuto contatto col Frate delle stimmate. Tutto il mondo ha parlato di lui, a proposito e a sproposito. Ma chi è vissuto “vicino a Padre Pio”, non può che raccontare la verità, inconfondibile e travolgente.
Chi ha visto e toccato, può raccontare molto e molto meglio di chi ha soltanto “sentito dire”.
Filippo disse a Natanaele: “Vieni e vedi” (cfr Gv 1,43).
Anche Francesco d’Assisi ha impresso nel volto di Ginepro, Leone, Masseo, Chiara, qualche tratto di sé.
Così avviene sempre, quando si vive alla scuola di un grande Maestro. Padre Pio lo è. Per questo ho cercato notizie e mi piace raccontare di quei privilegiati, che hanno visto, toccato e ascoltato Padre Pio.
Impossibile una distinzione tra piccoli e grandi.
In quel mondo tutto evangelico conta la legge evangelica: ognuno sa che gli tocca l’ultimo posto, poi Colui che ha invitato sa.
Io, giunto per ultimo, ad ognuno di essi dico “grazie”, come l’ho detto a Padre Pio.

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