Credo nel tuo amore

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Abbiamo sempre davanti agli occhi che qui sulla terra è un luogo di combattimento e che in paradiso si riceverà la corona. Che qui è luogo di prova ed il premio si riceverà lassù. Che qui siamo in terra di esilio e la patria nostra vera è il cielo ed a quella abbisogna aspirare in continuo. Abitiamo perciò … colla fede viva, colla speranza ferma e coll’ardente affetto nel cielo, col vivissimo desiderio finché siamo viatori, per potervi un giorno, quando a Dio piacerà, abitarvi colla persona.
Abbiamo, dico, rivolto il pensiero di continuo al cielo, la vera patria nostra, di cui la terra non è che una immagine, conservando la serenità e la calma in ogni evento lieto o triste che si addice non solo ad ogni cristiano, ma ad un’anima educata con special cura alla scuola del dolore.
A tutto questo vi sostengano sempre le ragioni della fede ed i conforti della cristiana speranza; e, così diportandovi, l’amarezza della prova sarà dal Padre celeste addolcita col balsamo della sua bontà e della sua misericordia. Ed a questa bontà e misericordia del Padre celeste, l’angelo pio e benefico della fede ci consiglia e ci sprona a ricorrere colla insistente ed umile preghiera, avendo ferma la speranza di essere esauditi, fiduciosi della promessa che il divin Maestro ce ne fa: “domandate e riceverete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto … Tutto quello che domanderete al Padre in nome mio vi sarà dato” (Mt 7,7;Lc 11,9; Gv 15,16).

Padre Pio, Epistolario II, p 453