Dispiace anche a me

Una signora ormai non più giovane faceva la fila per
confessarsi da Padre Pio.
“Stavolta gli dico la verità. Io a Messa non ci vado e
non ho intenzione di andarci. Non è per cattiveria; mi annoio
e non ci resisto. Dopo un po’ comincio a sbadigliare
e a sbuffare, tanto vale non andarci”.
La signora riteneva giusto il suo ragionamento e,
secondo lei, il Padre non avrebbe avuto ragioni per contraddirla.
Ecco il suo turno. S’inginocchia.
Il Padre apre lo sportello: “Ci vai a Messa?”.
“Padre, mi dispiace, ma io a Messa non ci vado. Mi
annoio”.
Il Padre la interrompe dicendo con calma: “Beh! Anche
a me dispiace di non darti l’assoluzione”.
Chiude lo sportello e si gira dall’altro lato.
La signora aspettava una giustificazione o almeno
una spiegazione. Nulla. Si alzò per andarsene.
Sembrava confusa; non più sicura di sé.
In quell’istante si sente investita da una folata di
profumo di viole.
Aveva sentito parlare dei profumi di Padre Pio, ma
era la prima volta, che toccava anche a lei.
Tornò al banco, si inginocchiò e non finiva più di
piangere.
Quelle lacrime fecero l’effetto d’un bagno caldo e
benefico nell’anima.
Da quel giorno incominciò ad andare a Messa ogni
giorno.
Confessò ad alcune amiche: “Quella è la mia ora di
paradiso”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 249-250