È PROSSIMA

Francesco ha vissuto quel che crede.
Elia è rimasto solo all’atto di fede.
La santità è la verità di Dio vissuta dagli uomini.
Francesco è questo messaggio, di cui la morte è l’ultima parola.
 
Note
Leg. per. 64 FF. 1614;
Frate Elia, vedendo che Francesco, in mezzo a così atroci sofferenze, attingeva dal canto coraggio e
gaudio nel Signore, un giorno osservò: “Carissimo fratello, io sono assai edificato e consolato per la
gioia che provi e manifesti ai tuoi compagni in questa dura sofferenza e malattia.
Gli abitanti di questa città ti venerano come santo in vita e in morte, certamente.
Però, siccome sono convinti che a causa di questa grande ed incurabile infermità tra poco hai da
morire, sentendo risuonare queste laudi potrebbero pensare o dire fra sé: “Com’è possibile che uno,
vicino a morire, esprima così viva letizia? Farebbe meglio a pensare alla morte!”.
…” Fratello, lascia che io goda nel Signore e nelle sue Laudi in mezzo ai miei dolori, poiché con la
grazia dello Spirito Santo, sono così unito al mio Signore che, per sua misericordia, posso ben esultare
nell’Altissimo!”.
(1) Nell’estate del 1224 a Foligno, Frate Elia ha una visione in cui gli viene detto che Francesco vivrà
ancora due anni.
 
È PROSSIMA
«Frate Francesco, dice Frate Elia,
tu sei vicino a morte e canti ancora.
In verità così mi scandalizzi.
Mi fai pensar che non ci pensi bene.
Ma può sembrarti nulla 1’imbarazzo,
che noi proviamo, quando questa gente
s’accalca nei dintorni, per sapere
che n’è di te, stimato grande santo?
Se la mia testa sporgo alla finestra,
1’incuriosito viso delle guardie
mi pare stia lì lì per domandarmi:
“Completamente, dunque, è fuori senno?”.
E chiunque viene dentro a visitarti,
non sa se deve piangere o cantare,
vedendo te che canti allegramente,
quasi prendessi parte ad un convito.
Ti conducemmo qui, sapendo bene,
che la tua fine è prossima di giorni.
Così potessi avere più sollievo
e meditar 1’incontro col Signore».
«O Frate Elia, ricordi la visione
ch’avesti tu nei pressi di Foligno?» (1)
“Oh! tu morrai, Francesco, fra due anni!”
«L’uomo morendo va da quando nasce».
A me non resta nulla da lasciare.
Ho già lasciato tutto quel ch’è nulla!
Ora mi resta solo d’abbracciare
Colui che dà la vita che non muore».
 
P. G. Alimonti OFM cap, Ritratto Francescano, Vol. IV, pp 61