Emanuele Brunatto

Tra i nomi dei più celebri convertiti da Padre Pio insieme a quello di Del Fante, Sanguinetti, Messina, Papini, il massone Cesare Festa, Luigi Antonelli ed altri ha un posto di rilievo quello di Emanuele Brunatto.
Subito dopo la conversione si trasferì a San Giovanni Rotondo per vivere il più possibile accanto a Padre Pio.
Spesso trascorreva il giorno in convento e si tratteneva a mensa con i frati.
Insegnò anche nel collegio dei fratini a San Giovanni Rotondo. Egli annotava tutto ciò che accadeva di straordinario sotto i suoi occhi. Ne è venuto fuori un interessante diario inedito.
Citerò alcuni degli episodi che egli poi raccontava nelle conversazioni amichevoli.
Un giorno nell’ora di ricreazione si giocava a bocce, in un campetto che tuttora esiste all’interno del convento.
Improvvisamente un gatto si trovò ad attraversare mentre Padre Pio aveva lanciato la boccia.
Il gatto impaurito si dà ad una corsa pazza e si venne a trovare proprio sulla traiettoria della boccia.
La boccia rimane ferma sospesa nell’aria e dopo alcuni secondi ricade lentamente a terra sotto gli occhi di
tutti.
Un secondo episodio prodigioso si verificò quando Brunatto fu colpito da una grave infezione all’alluce del piede.
La mattina alle quattro si recò ugualmente alla Messa del Padre, ma a dorso di asino. Dopo la Messa andò a
sedersi sulla spianata del convento.
Esce il Padre e gli chiede: “Perché sei lì per terra?”.
“Aspetto l’asinello di Antonio che mi riporta a casa”.
“No, tu vai a piedi, che ti fa bene!”.
Emanuele obbedì e man mano che camminava il dolore diminuiva.
Arrivò a casa guarito.
Un giorno stava scrivendo in una stanza del convento un dramma sacro in onore di San Francesco.
Doveva essere rappresentato nell’Adriano di Roma. Il titolo era “Frate sole”.
Era arrivato all’ultima scena in cui San Francesco doveva dire: “Colui che parlò per bocca dell’asina di Balaam, non ha trovato creatura più vile di me”.
In quell’istante Padre Pio venne a bussare alla mia porta dicendo: “Giovanotto, è ora della ricreazione!”.
Senza aprire la porta rispose: “Vengo, Padre!”.
Termina di scrivere la frase e scende in giardino.
Padre Pio lo accoglie con un sorriso e gli chiede: “Beh! Che dice l’asina di Balaam?”.
Ogni volta che accadevano fatti simili, Emanuele era sempre più stupito, ma non più sorpreso.
Enrico Medi a commento di tanti fenomeni prodigiosi che lì si verificavano ad opera di Padre Pio, mi disse:
“Almeno tu, Padre, l’hai capito! Qui il soprannaturale è naturale”.
Espressione alquanto ermetica ma certamente efficace per definire gli innumerevoli prodigi che Dio operava
per mezzo di Padre Pio.

P. G. Alimonti, OFM Cap, “Raggi di sole”, Vol. 1, pp 175-176-177-178