L’amore e la misericordia

L’amore di Dio per arrivare a noi deve tuffarsi nel
bagno della sua misericordia, perché egli è Santo e noi
siamo peccatori.
Egli è dall’eternità, noi veniamo all’esistenza per un
atto della sua volontà. Noi veniamo dal nulla.
Dio crea il soffio immortale dell’anima e lo infonde
nella creta per farne un essere vivente, una persona composta
di spirito e di materia.
Dio chiama all’esistenza per la vita, nel tempo per
conoscere, amare e meritare la felicità eterna con lui.
Quello è il vero scopo della creazione, ma a causa
del peccato originale, noi possiamo arrivare a lui passando
per la purificazione operata dalla Redenzione.
Per l’esistenza nel tempo e per la beatitudine nell’eternità
occorre l’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo.
Ecco perché la creazione è gratuita, ma la salvezza
è collaborativa, in quanto al merito, per cui Dio premia la
collaborazione nel credere, nell’amare e nell’operare secondo
la sua volontà.
Ogni comando di Dio è un dono aggiunto al dono
della vita, in quanto indica la strada per arrivare a lui.
San Francesco dopo la conversione diceva al Signore:
“Ora che mi hai convertito a te, dimmi che vuoi da me.
Comandami e io lo farò”.
Questo è il sì all’amore, è il sì alla vita, è il sì alla
santità che dopo averci giustificati, ci salva.
San Paolo elenca: “Chiamati, predestinati, giustificati,
salvati, glorificati”. Sia lode all’amore e alla misericordia
di Dio.
Padre Pio scrive: “… La giustificazione dalla nostra
empietà è tale, che ben può dirsi che Dio mostrò la sua
potenza più sulla nostra conversione, che nel trarre dal
nulla il cielo e la terra, poiché vi è più opposizione tra il
peccatore e la grazia, che tra il nulla e l’essere.
Il nulla è meno lontano da Dio, che lo stesso peccatore.
Infatti il nulla essendo la privazione dell’essere non
ha nessuna potenzialità di resistere al volere di Dio, mentre
il peccatore, essendo un essere ed un essere libero, può
resistere a tutti i voleri divini; inoltre nella creazione si
tratta dell’ordine naturale, nella giustificazione dell’empio
invece trattasi dell’ordine soprannaturale e divino” (A
Raffaelina Cerase, 23 ottobre 1914).
San Paolo spiega ai cristiani di Efeso:
Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
il quale ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale
nei luoghi celesti in Cristo.
In lui ci ha eletti
prima della fondazione del mondo,
affinché siamo santi e irreprensibili
al suo cospetto, in carità;
avendoci predestinati all’adozione
in Gesù Cristo,
secondo il beneplacito della sua volontà.
A lode della gloria della sua grazia,
per la quale egli ci ha resi graditi
in Colui che è l’amato.
In Lui abbiamo la redenzione
per il suo sangue,
la remissione dei peccati,
secondo le ricchezze della sua grazia (Ef. 1, 3-7).

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, vol 1, pp 39-40-41