Non bestemmiare

Nel suo libro: “Il Padre: San Pio da Pietrelcina”, Padre
Marcellino Iasenzaniro riporta una interessante testimonianza
raccolta dalle labbra di Suor Assunta Baldori.
La narrazione intensa e sobria è caratterizzata
dall’attenzione massima con cui Padre Marcellino raccoglieva
e riferiva episodi di questo genere.
Suor Assunta lavorava nel reparto di Ortopedia della
Casa Sollievo.
Alle 5,20 del 13 dicembre 1968 si reca in cappella
prima della Messa.
Vede un paziente con l’infermiera accanto.
L’uomo grida: “Suora, Padre Pio mi ha guarito e
sono qui per confessarmi”.
Racconta che la sera avanti il malato nel colmo del
dolore aveva imprecato contro Padre Pio.
Neppure all’arrivo del dottore era riuscito a calmarsi.
La suora del reparto gli aveva detto di non bestemmiare,
ma di pregare. Al suo rifiuto, la suora gli ha messo
sotto il cuscino una immaginetta di Padre Pio e ha pregato
per l’infermo.
Si è addormentato.
Intorno a mezzanotte una mano gli scuote il braccio
e una voce gli dice: “Álzati!”.
Si sveglia e vede un frate che continua a ripetergli:
“Álzati, ti aiuto io”.
Il frate lo aiuta a infilare le pantofole e poi, prendendolo
sotto braccio, lo fa camminare per il corridoio.
Con tono severo gli dice: “Devi essere buono. Non
devi bestemmiare e non devi disprezzare queste persone.
Sappi che in ogni mattonella di questa “Casa” c’è
una goccia del mio sangue”.
Alla fine lo riaccompagna al letto e gli dice: “Ora
suona il campanello; fatti lavare e vestire. Domani mattina
confessati e fai la Comunione. T’avverto, se bestemmi di
nuovo, ti capiterà peggio di prima”.
Perciò la mattina prestissimo scese in cappella, si
confessò, si comunicò e cambiò vita.
Spesso da Foggia tornava a pregare nel Santuario.
Non dimenticava mai di portare fiori sulla tomba del
Padre e davanti alla Madonnina del reparto.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 93-94