Non ho le ali

La strada è sassosa,
i piedi sanguinanti.
Vacillan le ginocchia.
Gesù, dammi le ali.

La mia schiena è curva:
mi pesano i peccati.
È un peso che opprime.
Ho fatto a testa mia.

Non avevo capito,
che il peso più leggero
è fare il tuo volere
ed affidarmi a te.

Adesso che barcollo
sul ciglio del burrone,
rimpiango la stagione
di pura giovinezza.

La veglia del mattino
e il pane dell’altare
forniscono il vigore
per l’agile cammino.

Gesù, non mi lasciare,
non mi lasciare solo,
mentre consumo il tempo
del giorno che tramonta.

S’addensa la fatica
e poco vado avanti.
Io bagno con le lacrime
la strada polverosa.

Ridonami, Gesù,
la veste d’innocenza,
e toglimi l’affanno,
che frena i miei passi.

Ammiro la gaiezza
dei bimbi innocenti,
che parlano a te,
guardandoti negli occhi.

È proprio il tuo sguardo,
che cerco più del pane.
È lì che leggo chiaro
il libro dell’amore.

Gesù, non ti nascondere;
il non vedere Te
è certo la più grave
di tutte le mie pene.

Ti chiedo un regalo:
il tuo Santo Spirito.
Mi doni lui le ali
e volo fino a te.

P.G. Alimonti OFM cap, Il mappamondo, inedita