Padre Alberto D’Apolito Cappuccino

Padre Alberto è stato un carissimo confratello, affabile,
zelante e caritatevole.
Negli ultimi anni del Padre spesso si assentava per
la predicazione e specialmente perché richiesto dai Gruppi
di Preghiera.
Era felice di questa attività. Raccontava al Padre e a
noi le sue esperienze.
A Padre Pio chiedeva preghiere, soprattutto per gli
infermi.
Racconta molte cose interessanti nel volume: “Padre
Pio da Pietrelcina. Ricordi Esperienze – Testimonianze”.
A volte ci narrava di un esorcisma fatto da Padre Pio
in una domenica del mese di maggio del 1922.
Dopo la funzione vespertina, che terminava con la
benedizione eucaristica, rientrarono in sacristia.
C’era ad aspettarli una donna ossessa, che alla vista
del Padre cominciò ad urlare e bestemmiare.
Padre Pio con calma prese il rituale e cominciò a
recitare le preghiere.
L’indemoniata inveiva sempre più con parolacce,
bestemmie e minacce.
Improvvisamente lanciò un grido bestiale e assordante,
fu sollevata da una forza invisibile all’altezza di un
metro e poi lasciata ricadere a terra di schianto.
Tutti i presenti, spaventati, fuggirono.
Padre Pio, fermo e tranquillo, continuò l’esorcisma.
Era una strenua lotta contro satana, che sconfitto, finalmente
abbandona la povera donna.
Padre Alberto concludeva: “Per vincere satana ci
vogliono i Santi”.
Oh! E dire che ci sono ancora dei cristiani, e perfino
qualche sacerdote, che mette in dubbio l’esistenza del
demonio.
Egli ricordava la notte del 6 luglio del 1964, quando
il demonio ridusse in fin di vita Padre Pio, che la mattina
fu trovato col volto sanguinante e tumefatto.
Proprio la mattina dopo una signora in confessionale
gli disse che non credeva al demonio.
Padre Pio senza perdere tempo rispose: “Beata te!
Vai, vai; io ne porto ancora le ferite addosso!”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 243-244