San Paolo Miki e compagni

San Paolo Miki e compagni
Martiri – Kyoto (Giappone) 1556
+ Nagasaki (Giappone) 5 febbraio 1597

È il primo religioso martire del Giappone.
Gesuita missionario, sui passi di San Francesco Saverio, predicò in tutto il paese ottenendo numerose conversioni.
Nel 1596 si scatenò la persecuzione contro i cristiani.
Fu condannato alla crocefissione insieme a 3 gesuiti, 6 missionari francescani e 17 terziari di San Francesco.
Prima di morire perdonò i carnefici e ripeté le stesse parole di Gesù sulla croce: “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum”.

Sei primo giapponese
d’Ordine religioso.
A ventidue anni
novizio gesuita.

Sei molto intelligente
e di salda memoria.
Fatichi col latino;
esperto in altri campi.

Appena sacerdote
cominci a predicare.
Ai ben dotti buddisti
illustri Gesù Cristo.

Decine di migliaia
diventano cristiani.
Lo stesso imperatore
sostiene i missionari.

Il capo del governo
e capo militare
è Shogun Hideyoshi,
ambiguo ed ambizioso.

Vedendo che i cristiani
aumentano dovunque
ne teme l’incremento;
decide di sopprimerli.

Della delegazione
che va dal Papa a Roma
fai parte anche tu.
C’è tanta gioia e pace.

Appena torni in patria
tu vieni imprigionato.
In carcere ci sono
tre Padri gesuiti.

Ci son sei francescani
e diciassette laici
per un processo lampo
e solo di pretesto.

Sentenza capitale
perché credete in Cristo,
che porta divisione
in mezzo al nostro popolo! …

E tu, Paolo Miki,
muori a Nagasaki.
Finisci crocifisso
come nostro Signore.

Perdoni ai tuoi carnefici
e poi rivolto al Cielo:
– Nelle tue mani, Dio,
affido il mio spirito -.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento impetuoso, Vol.VI, pp 107-108-109