Sono io

Padre Pio, sacerdote novello, si trovava a Pietrelcina.
Il parroco gli ha detto:
“C’è un bambino da battezzare.
Mi piace che l’amministri tu questo sacramento.
Sarà il primo battesimo della tua vita sacerdotale. Porterai un bel ricordo”.
Si va in chiesa, tutto pronto: i genitori, il padrino, i parenti più prossimi. Inizia il rito.
Tutto bene fino al momento di mettere il pizzico di sale in bocca al bambino.
A Padre Pio la quantità di sale fatto sfilare nella lingua del piccino sembrò normale.
Il bambino grida disperatamente, inconsolabilmente.
Dalle mani della madre finisce in quelle del padrino, che lo scuote, vedendolo sempre più cianotico.
Tutti temettero per la sua incolumità.
Padre Pio era il più preoccupato di tutti.
Il bambino ingoiò quel sale che lentamente gli si sciolse in gola e potette a respirare.
Ora si torna a casa e si fa festa.
Padre Pio con quello spavento stette in ansia tutta la notte.
La mattina prestissimo va a domandare alla madre del piccino: “Come sta?”.
Quella risponde: “Sta bene, Padre; ha dormito tutta la notte!”.
Padre Pio commenta: “Chi non ha dormito sono io!”.
La cosa era ben nota a tutti i confratelli.
Un giorno, quando ero proprio lungi dal pensare a quell’episodio, mi trovo a conversare con un frate, cappuccino come me, che mi chiede: “Hai sentito parlare del primo battesimo fatto da Padre Pio?”.
“Sì, gli dico, quando il bambino si stava strozzando per la eccessiva quantità di sale che Padre Pio gli aveva messo in bocca”.
Ed egli: “Tu non lo sai: quel bambino ero proprio io”.
Ridendo aggiunsi: “Sei stato fortunato, battezzato da Padre Pio!”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, vol. 1, pp 141-142