Trenta denari

Per trenta denari
vendestiGesù.
Coi trenta denari
comprasti l’inferno.

Perché ti lasciasti
sedurre da satana?
Nell’ultima Cena
invase il tuo cuore.

Prendesti con l’odio
il sacro boccone
intinto nel piatto
insieme al Maestro.

Hai preso il suo corpo
e bevuto il suo sangue,
supremo legame
di vita e d’amore.

Poi, come previsto,
nel buio, di notte,
andasti a riscuotere
il prezzo voluto.

Tu guidi la truppa
e giunti sul posto
sigilli col bacio
il gesto omicida.

Rispose al tuo bacio
con gesto d’amore.
Ti fece capire
che tutto sapeva.

Uscisti di scena.
La morte e il supplizio
ti scossero l’anima.
Tentasti un rimedio.

Non c’era più tempo!
Invano gridasti
la colpa commessa:
Gesù se ne va.

Facesti, infelice,
ancora una volta
il gioco di satana:
“Mi tolgo la vita!”.

Perché non corresti
davanti al Maestro
per dirgli piangendo:
perdona, Signore?

Avresti trovato
la pace e il perdono,
e accanto al ladrone
un posto nel Cielo.

P.G. Alimonti OFM cap, I colori del vespro, vol 2, pp 74-75