Va’ a nome mio

Padre Pio è noto non solo per le stimmate e la santità ma anche per una vena travolgente di buonumore.
Nelle brevi ricreazioni tra confratelli e amici teneva banco. Tutti volevano ascoltarlo.
L’episodio che segue ce lo narrava Padre Nunzio, che ogni volta si sbellicava dalle risate.
Lo prendiamo dallo scritto di Angelo Maria Meschitelli: “Padre Pio un uomo un santo” (pp 646-647 – Edizioni Tracce).
“… L’ambiente in convento era quello fraterno e familiare e Padre Pio non era diverso dagli altri confratelli quando era con loro.
Vi era nella fraternità del convento Padre Bernardo da Pietrelcina, paesano di Padre Pio, ma più anziano.
Padre Bernardo aveva ricevuto l’incombenza di andare a predicare in Sicilia, probabilmente in preparazione della Pasqua o in occasione di qualche festa di santo patrono.
Ora, in Sicilia in quel tempo imperava il bandito Salvatore Giuliano, sul cui conto si raccontavano fatti di tutti i colori.
Padre Bernardo fu preso da quelle notizie e si considerò gettato nella mischia dove gli schioppi erano in piena attività e in piena libertà.
Un giorno andò a lamentarsi con Padre Pio, manifestandogli la sua paura e il serio pericolo di non tornare vivo nel continente: “Pijù (così chiamava Padre Pio confidenzialmente), debbo andare a predicare in Sicilia e non mi va proprio di morire!”.
Padre Nunzio era presente al colloquio.
Padre Pio si compenetrò nel problema del confratello. “E che? Bisogna andare in Sicilia per morire?”.
“No, è che lì c’è Giuliano, il bandito, e quello ammazza senza fare complimenti. Non hai sentito parlare del bandito Giuliano che ammazza la gente? Ma guarda un po’dove mi tocca andare!”.
“Paisà, – riprese Padre Pio, serio e compunto, quasi a comunicare un segreto molto segreto, per stemperare la tensione che toglieva la pace al confratello -, paisà, vai tranquillo, Giuliano è amico mio. Tu vai là e presentati a nome mio, vedrai che ti tratterà bene!”.
“Pijù, tu hai sempre voglia di scherzare. Quello ammazza … tu non leggi i giornali!”.
“Ti ho detto e ti dico: vai tranquillo. Vuoi sapere una cosa? Giuliano mi ha scritto. L’altro giorno ho ricevuto una sua lettera, nella quale mi diceva che vuole fondare una banda anche su queste montagne del Gargano. E mi vuole come cappellano dei banditi”.
“E mò ci mancava pure questo! Pijù, tu hai sempre voglia di scherzare, ma in Sicilia, da Giuliano, devo andarci io!”.
“Vai sicuro … a nome mio! Ricordati: … a nome mio!
Giuliano è amico mio”.
Padre Pio, cercando complici, mi fece l’occhiolino, dice Padre Nunzio.
Padre Nunzio atteggiò il volto ad un sorriso pieno e compiaciuto.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole, Vol. 1, pp 131-132