Ce l’hai trovata la neve

Era il mese di gennaio. Il termometro era sceso inesorabilmente.
Al rigore della temperatura s’era aggiunta la neve.
Io avevo programmato il mio viaggio a San Giovanni con la solita 500. Tutto quello che stava accadendo rendeva d’ora in ora più rischiosa l’andata. Era iniziativa personale per cui dovevo decidere da solo. Del resto nessuno mi avrebbe detto: vai.
Io invece… volevo andare a qualunque costo.
Prima di mettermi a letto la sera pregai il Signore di illuminarmi, perché nemmeno volevo prendere una decisione azzardata.
Riposai qualche ora. Mi svegliai. Fioccava.
Il vento attaccava la neve al vetro della finestra.
 Mi tornava in mente l’episodio delle cronache francescane.
Mentre San Francesco pregava, dentro la chiesetta deserta, fuori lampi e tuoni da finimondo. Il Santo, pensando che quello fosse un castigo di Dio per i suoi peccati, disse a se stesso: “È il caso che io esca e venga punito senza portare alcun danno a questa chiesetta”. Aprì la porta e uscì fuori: era tutto silenzio; una notte splendida, un cielo pieno di stelle. Ringraziò il dolce Signore e restò lì a contemplare le bellezze del fioricreato, e la misericordia dell’Onnipotente Altissimo Dio. La stessa notte Frate Illuminato ebbe la visione del Paradiso, dove il trono più bello era vuoto. Domandò di chi fosse e perché vuoto.
Gli risposero che era stato di Lucifero e che ora spettava a Frate Francesco per la sua umiltà. Incanto da rivivere nello spirito dei Fioretti. Mi sentii deciso a partire. Scesi in garage.
Le mie scarpe avevano qualche buco. Una volta in garage aprii gli sportelli della macchina e vi gettai dentro tutti gli attrezzi che mi potevano essere utili in caso di neve alta. Ci misi una grossa fune; una pala per la neve; sacchi di iuta da mettere sotto le ruote se la vettura fosse andata in panne.
Mi procurai una pila e un vecchio pastrano.
Quando tutta questa scorta mi sembrò sufficiente, misi in moto la macchina. La difficoltà era tanta.
Adagio, procedevo sullo strato di neve. Percorrevo la vecchia nazionale, perché non c’era ancora l’autostrada.
Dopo Termoli non c’era più neve.
Leggeri fiocchi vagavano nell’aria, ma sembravano bianche farfalle a passeggio. La luce del giorno ormai era piena.
Oltrepassai San Severo. Alle pendici del Gargano mi raggiunse un sole mite. Luce e sole sembravano aver dato il via ad una festa di gioia e di colori.
Più di tutto mi sorprese il vedere lungo quelle pendici tante ginestre fiorite.
So che a gennaio non fioriscono le ginestre. Tra l’altro fra tutte le piante solo le ginestre vedevo fiorite.
Ero stupito da questo insolito spettacolo.
Arrivo in convento. Chiedo di poter parlare con Padre Pio.
Il Padre mi venne incontro e mi domandò: -Beh! Ce l’hai trovata la neve?-
L’unica risposta possibile fu l’abbraccio commosso.

P.G. Alimonti OFM cap, I miei giorni con P. Pio, p 65